Caso Scazzi, via al processo d’appello per Sabrina e Cosima

sabrina-misseri_650x447Bari, 19 settembre 2014 – Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri tornano davanti ai giudici dopo la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne strangolata ad Avetrana il 26 agosto del 2010. Il 14 novembre inizierà il processo d’appello davanti alla corte d’Assise d’Appello presieduta dal giudice Rosa Patrizia Sinisi della sezione distaccata di Taranto della Corte d’Appello di Lecce.

Nell’aprile del 2013 Cosima e Sabrina, zia e nipote della vittima, furono giudicate colpevoli dell’omicidio e del sequestro di persona di Sarah. Per la soppressione del cadavere della nipote, è stato condannato ad otto anni di carcere Michele Misseri, lo zio della vittima che da circa tre anni si proclama autore del delitto. Sei anni la condanna per Carmine Misseri e Cosimo Cosma (poi deceduto), fratello e nipote di Michele Misseri, accusati di aver aiutato il contadino a nascondere il cadavere in un pozzo.

Due anni la condanna (con due mesi di interdizione dalla professione) per l’avvocato Vito Russo, primo legale di Sabrina Misseri, accusato di intralcio alla giustizia. Condanne fra un anno ed un anno e quatto mesi per tre persone accusate di favoreggiamento: tratta di amici e parenti del fioraio di Avetrana Giovanni Buccolieri, l’uomo che avrebbe assistito alla scena del sequestro di Sarah da parte di Cosima e Sabrina. Il testimone prima raccontò di aver visto Cosima che intimava con tono minaccioso alla nipote di salire sulla sua auto, poi ritrattò sostenendo di aver solo sognato la scena. Buccolieri a giugno scorso ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini e rischia il processo per false dichiarazioni al pm. In primo grado la corte d’Assise condannò Michele e Sabrina Misseri e Cosima Serrano a risarcire la famiglia Scazzi con un risarcimento provvisionale di 130 mila euro. La famiglia Scazzi ha chiesto un risarcimento danni per 33 milioni di euro.

Il caso di Sarah Scazzi è stato uno dei più seguiti dai media nella storia. Tutto iniziò il 26 agosto del 2010 quando Sarah Scazzi, studentessa di 15 anni, sparì misteriosamente ad Avetrana in provincia di Taranto. Dopo 42 giorni lo zio di Sarah, Michele Misseri, confessò di averla uccisa e portò gli investigatori al pozzo dove era nascosto il corpo. Misseri dimostrò tuttavia di non conoscere bene la dinamica e l’arma del delitto. Una settimana dopo chiamò in causa anche la figlia Sabrina che fu arrestata il 16 ottobre 2010. A novembre Misseri confermò in incidente probatorio che l’unica responsabile del delitto era la figlia. Cosima Serrano fu arrestata a maggio 2011, dopo che gli investigatori avevano raccolto la testimonianza di un fioraio, Giovanni Buccolieri, che avrebbe assistito al sequestro di Sarah da parte di Cosima e Sabrina. Da allora Michele Misseri continua ad accusarsi del delitto sostenendo l’innocenza di moglie e figlia in interviste tv e memoriali.

A processo l’accusa ha fatto a meno delle dichiarazioni di Misseri ed ha concentrato la ricostruzione del delitto sull’incrocio delle testimonianze dei familiari di Sarah, che ha permesso di calcolare gli orari di uscita di casa della ragazza il giorno del delitto. Dalla ricostruzione degli orari, incrociati con i tabulati telefonici, secondo l’accusa emerge che Michele Misseri non può aver ucciso la nipote e che quindi sono state Cosima e Sabrina. Per la difesa delle due donne, invece, ad uccidere fu solo Misseri, che attirò la nipote nel garage di casa e la strangolò in preda ad un raptus di natura sessuale.

di Vittorio Ricapito
Fonte Repubblica
A.L.