Intossicati dalla soia, blitz al market

ospedaleGenova, 19 settembre 2014 – Un po’ a pranzo, un po’ a cena e, dopo poco più di un’ora, hanno iniziato a sentirsi male: vomito, diarrea e fortissimi dolori di pancia. Tutta colpa dei germogli di soia, ha pensato una coppia di quarantenni di Castelletto che, terrorizzati dai ricordi che avevano su quello che era successo in Germania tre anni fa, hanno telefonato subito al 118. Gli operatori della centrale non ci hanno pensato un attimo e hanno inviato subito un’ambulanza.

Nel giro di dieci minuti i due erano già al pronto soccorso del Galliera dove sono rimasti fino a ieri mattina quando sono stati dimessi, ma l’allarme non è ancora rientrato e non è escluso che siano rimasti intossicati dai germogli di soia che potrebbero contenere escherichia coli, il batterio killer che nel 2011 ha provocato epidemia in Germania con una quarantina di morti e quasi 3.500 infettati.

Per la coppia di Castelletto, 40 anni lui e 35 lei, tanta paura, una cura a base di antibiotici e tre giornate in ospedale che non dimenticheranno mai, ma da lunedì a ieri c’è stata una mobilitazione generale con controlli, sequestri, mail e una segnalazione ai carabinieri del Nas che, come prevedono le direttive nazionali, hanno inviato una segnalazione al ministero della Salute.

Ma facciamo un passo indietro per ricostruire la vicenda. Martedì mattina, appena la segnalazione della sospetta intossicazione, scattano le misure per argirare un eventuale contagio del batterio. Il servizio Igiene della Asl 3 (con il coordinamento di Lorenzo Marensi che dirige il dipartimento di prevenzione) invia due ispettori nel supermercato di Staglieno dove marito e moglie hanno acquistato la vaschetta di germogli di soia. Non possono, però, procedere al sequestro delle altre confezioni in vendita: quattro sono state vendute e altre quattro sono state ristorare dal banco frigo perché erano scadute (la durata del prodotto è di cinque giorni).

Viene contattato il distributore per Genova, una ditta che ha il magazzino in Valle Scrivia e segnala che il giorno precedente ha consegnato alcune confezioni di germogli di soia, di un altro lotto rispetto a quello incriminato, in un supermercato di Sestri: una vaschetta viene prelevate e portato all’Arpal dove entro oggi verranno fatte le analisi, mentre quello che resta della confezione usata dalla coppia di Castelletto è stato inviato all’Istituto zooprofilattico di Torino che ha un laboratorio attrezzato.

Fonte Il Secolo XIX
A.L.