Ragazzo in fuga precipita da palazzo, i Pm: “La polizia è intervenuta solo per far cessare gli schiamazzi”

avvocato giustizia tribunale processo– La polizia non intervenne per identificare o espellere cittadini extracomunitari ma solo per far cessare la confusione che proveniva da un appartamento dov’era in corso una festa di compleanno tra connazionali nigeriani. Così alla procura di Firenze, dove il pm Paolo Barlucchi coordina le indagini, si precisa come agì il 113 nel palazzo di Novoli dove il 14 settembre è morto un 18enne nigeriano precipitato dal terzo piano per evitare il controllo della polizia. Alla procura di Firenze, in particolare, si elogia il comportamento degli agenti della polizia sottolineando proprio che la pattuglia era stata mandata dalla centrale sul posto non per l’identificazione né per espellere qualcuno ma, su richiesta di alcuni residenti, per far cessare gli schiamazzi che provenivano da una festa. Per gli inquirenti, gli agenti hanno operato per far defluire dal condominio gli invitati, senza controllare i documenti a nessuno. E anche quando agenti e volontari del 118 sono stati accerchiati da alcuni partecipanti alla festa, i poliziotti hanno operato in modo lodevole, senza arrestare nessuno ed evitando contatti, pur nelle forti proteste dei nigeriani che non volevano andare via. Questa fase ha messo a dura prova il soccorso: i sanitari del 118 infatti non hanno potuto intervenire direttamente sul giovane e tentare di rianimarlo nel punto dov’era caduto, proprio perché lo impedivano coloro che protestavano. Quindi, col 18enne ancora in vita, lo hanno dovuto spostare e caricare in ambulanza dove è stato tentato di salvarlo.

Firenze, 19 Sett. – Fonte: ANSA