Sparatoria a Milano, due morti: colpiti e uccisi in strada a Bruzzano. Preso il sospetto omicida

carabinieri 4Le vittime sono due uomini di 41 e 36 anni colpiti da un’arma da fuoco. Il primo è morto in piazza Giustino Fortunato dov’è avvenuto il blitz, il secondo in via Angeloni. Ferito un terzo uomo. Preso il sospetto omicida, avrebbe teso una trappola dando un appuntamento alle tre vittime, inseguite in automobile
Milano, 18 settembre 2014 – Tragica sparatoria in serata a Milano, due morti restano a terra nel quartiere Bruzzano. Si tratta di un albanese e un nordafricano, più un terzo uomo, un altro albanese rimasto ferito. Il blitz omicida è scattato in piazza Giustino Fortunato, davanti all’ospedale Galeazzi. Sarebbe stato messo in atto da un terzo albanese, fermato dopo un paio di ore il duplice omicidio. L’ipotesi più accreditata è quella di un regolamento di conti nel mondo dello spaccio di droga.

Il primo uomo è stato colpito dagli spari di un’arma da fuoco ed è subito deceduto. La vittima, 41 anni, è stata raggiunta da due proiettili, uno alla schiena e uno alla testa. I soccorsi sono stati allertati intorno alle 20.50 ma purtroppo era già tutto inutile. Ma non è finita lì. Appena dieci minuti dopo un altro uomo nordafricano di 37 anni è stato trovato in gravissime condizioni in via della Marna. Soccorso dal personale medico, non ce l’ha fatta ed è rimasto a terra. Un terzo uomo è stato trovato ferito in via Angeloni e portato al Fatebenefratelli dove è finito sotto i ferri. Colpito all’addome, quest’ultimo non si trova in pericolo di vita. Tutto è avvenuto nel giro di poche centinaia di metri. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per le indagini e i rilievi del caso. Immediatamente è scattata quindi la ricerca dell’omicida, visto fuggire su un’Opel. I carabinieri hanno bloccato molte delle strade di accesso a piazza Giustino Fortunato e danno il via a una vera caccia all’uomo. Il presunto omicida viene rintracciato e fermato poco prima delle 23.30 e portato in caserma. Nel corso delle indagini bisognera’ capire se l’uomo abbia agito da solo o con almeno un complice e per questo sarà fondamentale la testimonianza dell’unico sopravvissuto.

LA TRAPPOLA – Secondo le prime ricostruzioni le tre vittime si conoscevano tra loro e si stavano recando a un appuntamento. Forse e’ una trappola tesa dall’uomo che, appena arriva a bordo della sua Opel, comincia a sparare. Decine i colpi d’arma da fuoco esplosi durante il blitz, secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni, i clienti di un ristorante della zona. Dopo aver freddato il primo, gli altri due avrebbero avuto il tempo di fuggire, ma una volta raggiunti vengono a loro volta colpiti, probabilmente dopo un breve inseguimento. La testimonianza dell’unico sopravvissuto sara’ fondamentale per ricostruire il blitz di sangue costato la vita a due persone.

Fonte Il Giorno

D.E.