Tremila «martiri di Ebola» pronti a colpire gli Usa

ebola11Tremila «martiri di Ebola» pronti a colpire gli Stati Uniti mentre in Africa vengono uccisi otto medici e il mondo teme per la pace e la sicurezza. Perché l’epidemia di febbre emorragica, lancia l’allarme il presidente della Banca mondiale Jim Yong Kim, «può rappresentare una minaccia potenziale per l’economia globale». I paesi colpiti dal virus (Sierra Leone, Nigeria, Senegal, Guinea e Liberia) sono anche quelli che stavano registrando tassi di crescita elevati dopo decenni di crisi e guerre, grazie allo sfruttamento delle ricchezze del sottosuolo: petrolio, gas, minerali di ferro e diamanti. Il gigante dell’acciaio Arcelor Mittal e altre dieci società minerarie hanno chiesto quali procedure adottare per evitare che i lavoratori vengano contagiati e l’attività venga rallentata o fermata.

Molti africani, nonostante i 2.622 morti e i 5335 malati, ancora non credono che Ebola sia una minaccia. Otto volontari di un team impegnato nella campagna di sensibilizzazione sul virus sono stati uccisi a colpi di machete a Womey, in Guinea. Nelle zone rurali si reagisce con paura e panico all’arrivo di estranei. Mentre in Liberia i morti vengono abbandonati in strada e in Sierra Leone sono scattati ieri i tre giorni di coprifuoco per consentire agli operatori sanitari di individuare ed isolare le persone con il virus, nel tentativo di arrestare la malattia. Una squadra di 30mila persone sta andando casa per casa per scovare i malati. L’Africa è a due passi dal caos. In questo contesto l’informativa dell’Svr (Služba vnešnej razvedki), il servizio di intelligence russo che si occupa di affari esteri apre nuovi scenari dopo l’allarme lanciato dal giornalista britannico John Cantlie, ostaggio dell’Isis su possibili attacchi con virus Ebola. Il documento di Mosca, che risale ad agosto (ben prima quindi del video-avvertimento con il reporter ostaggio) parla di «un apocalittico assalto da parte di tremila martiri di Ebola che sono già in America». A pianificarlo sarebbero state alcune cellule dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante presenti nel Distretto di Washington. Cellule che avrebbero una «totale libertà di movimento» tanto da fotografare i principali luoghi sensibili della capitale Usa (Casa Bianca, Campidoglio) con davanti un singolare cartello: «I soldati dell’Isis passeranno da qui presto». Gli 007 sostengono che i martiri di Allah si nasconderebbero tra i 110mila studenti arabi presenti negli Stati Uniti. Ottomila tra loro sarebbero simpatizzanti o militanti del Califfato, pronti ad infettare gli americani rilasciando Ebola nei bar e nei ristoranti. Non è però spiegato come farebbero a procurarsi il virus. E quand’anche ne venissero in possesso, cerca di smorzare Giovanni Maga, responsabile del Laboratorio di virologia molecolare del Cnr di Pavia,il virus della febbre emorragica «è da punto di vista strategico un pessimo agente per la guerra biologica». Non può essere «diffuso facilmente nei Paesi occidentali, perchè non è facile da maneggiare, non ci sono metodi per renderlo disponibile in polvere, come accade l’antrace». Poco attuabile anche l’uso di kamikaze infetti. I segni della malattia, nella fase in cui è contagiosa, non possono essere nascosti. Per sicurezza, comunque, gli Usa hanno iniziato ad inviare in Africa tremila militari. Per circoscrivere le aeree colpite e per costruire ospedali da campo.

Alessandra Zavatta – Fonte: Il Tempo