Assassinato con sei colpi di pistola davanti a moglie e figli

pistola«Me l’hanno ammazzato con ferocia, senza nessuna pietà. Sei colpi di pistola davanti a moglie e figli». Loretta Coreggioli non si dà pace. Suo figlio, Cristiano Vecchiatini, 42 anni di Tresigallo, da venerdì sera non c’è più. Freddato da due killer, poi fuggiti in moto, davanti alla sua abitazione di Guanare, un centinaio di chilometri da Caracas (Venezuela), dove si era trasferito dal 2006.

Quando l’ha sentito l’ultima volta?

«Venerdì alle 20.30 italiane, le 14.30 in Venezuela. Lo chiamavo tutti i giorni a quell’ora prima che tornasse al lavoro. Era sereno come sempre».

Poi che cosa è accaduto?

«Il giorno dopo ci ha chiamato sua moglie fuori di sè. Ha risposto mio figlio Diego e mi ha detto: mamma siediti, è successa una tragedia tanto grande. Mai avrei pensato a Cristiano».

Cosa vi ha raccontato in quella telefonata?

«Venerdì era andato in farmacia per comprare una medicina per la bimba di 6 anni che non stava bene, quando è tornato era alterato ma in casa non ha spiegato il motivo. Ha messo giù la moto, quando hanno suonato alla porta. Erano circa le 21 locali e Cristiano è andato ad aprire: gli hanno sparato sei colpi al petto. Erano probabilmente due persone poi scappate in moto. La cosa terribile è che anche i due bimbi hanno visto il loro papà morto nel sangue».

Sua nuora si è data una spiegazione?

«No. E’ sotto choc. Al telefono non fa altro che piangere. Non sappiamo cosa sia accaduto prima della tragedia. Non ci rendiamo nemmeno: noi siamo qua a Tresigallo, loro in Venezuela a migliaia di chilometri di distanza».

Cristiano stava bene a Guanare?

«Benissimo. Aveva trovato un lavoro, quella era la sua nazione. In Italia non ci voleva tornare e me lo ripeteva sempre. Quando lo sentivo al telefono era sempre tranquillo e felice».

Vi siete già attivati per il funerale?

«La salma è stata portata a Caracas, serviranno una decina di giorni per le pratiche ma la nostra volontà è di seppellirlo a Tresigallo. Di farlo ritornare a casa, in mezzo alla sua gente».

Come era suo figlio?

«Un ragazzo d’oro, per gli amici e la famiglia avrebbe dato ogni cosa. Me lo hanno ucciso. Hanno ucciso un uomo che a 42 anni spaccava il mondo».

 

Ferrara, 30 settembre 2014

di Nicola Bianchi

Fonte Il Resto del Carlino

A.L.