Azzardo, il nuovo allarme è sul web: “sempre più ragazzi giocano su internet all’insaputa dei genitori”

truffe-onlinePolizia postale e «Hands»: sempre più ragazzi giocano su internet all’insaputa dei genitori
Si servono di carte prepagate

Gioco d’azzardo, è ancora allarme. Se sul fronte slot machine e videolottery si è corsi ai ripari, poco o nulla di concreto la politica ha intrapreso sul fronte del gioco d’azzardo online, sul web. Per ora non esistono statistiche, i casi emersi di malati di gioco da internet sono scarsi perché il livello di controllo sociale su questo tipo di azzardo è bassissimo e quindi scarse sono le segnalazioni di terzi, mentre i casi denunciati alla questura per truffe e simili, sono ancora meno. Ma il fenomeno è in grande ascesa. Non solo fra gli adulti, ma pure tra i minorenni

A confermare e lanciare l’allerta, ieri, sia gli psicologi di Hands sia la polizia postale. Ieri in piazza Walther si è tenuta la prima giornata senza slot. Una manifestazione di sensibilizzazione, di informazione, voluta dall’ente pubblico e sostenuta dalla rete di associazioni costituitasi in Alto Adige con la denominazione di azione-dipendenza-gioco.it. Stand per spiegare, per dare una dritta a parenti o amici di chi forse sta esagerando.

Spettacoli, discorsi ufficiali, soprattutto giochi. C’erano infatti una marea di bambini, ieri in piazza. E di primo acchito appariva difficile comprendere la scelta voluta dagli organizzatori.
Ma il motivo c’era, eccome. Sintetizzando: visti i rischi sempre maggiori corsi dai più giovani, ossia da chi maggiormente è predisposto ad avere dimestichezza con le nuove tecnologie, meglio mostrare cosa sia un gioco reale e per così dire sano, ossia non basato sull’azzardo. Online o meno.

Si è predisposto anche nuovo materiale informativo. Una delle cartoline distribuite dal Forum prevenzione spiega già molto. Gli psicologi e la polizia postale entrano in dettaglio. Gli esperti partono da quella che pare ovvia banalità, e come tale troppo spesso è fattore di sottovalutazione del fenomeno.

I giochi d’azzardo, spiegano, sono giochi in cui vengono investiti dei soldi e attraggono proprio per l’illusione che danno di riuscire a guadagnare in modo veloce con una semplice puntata. I ragazzi, in particolare, sono attratti da giochi come gratta e vinci, poker online e superenalotto. Soprattutto: i giochi online piacciono perché sono facilmente accessibili, ci si può giocare ovunque e a tutte le ore, anche dallo smartphone e sono poco controllabili.

I genitori, spiegavano ieri gli esperti ai bolzanini, non dovrebbero sottovalutare il potenziale rischio insito nei giochi d’azzardo.

I giocatori patologici spesso hanno iniziato a giocare nel corso dell’adolescenza, magari con il primo Gratta&Vinci grattato assieme ad un adulto oppure fornendo i numeri per il Superenalotto. Il gioco, anche online, sarebbe in teoria vietato ai minori. Ma si sa che così non è. In ogni caso, i genitori dovrebbero parlare con i figli dei possibili rischi insiti nell’azzardo.

Dovrebbero soprattutto interessarsi alle attività online del proprio figlio. Dovrebbero far percepire al proprio ragazzo che, se ha bisogno di aiuto, può rivolgersi a loro in ogni momento. «Non esistono dati precisi sul gioco online, né a livello nazionale né tanto meno in Alto Adige», spiega Stefania Sepp di Hands.

«Noi ci occupiamo diazzardo da un paio di anni, e riscontriamo un afflusso sempre più consistente di persone che chiedono il nostro aiuto. Attualmente, ogni mese teniamo circa una cinquantina di colloqui con dei giocatori problematici». Soltanto una minima quota di questi, però, arriva dall’azzardo online. I più sono rimasti vittima delle sale giochi e dei tabacchini: slot e vlt.

«Il fenomeno web è in ascesa, però è molto meno visibile». Anche a parenti, amici, conoscenti. Spesso, insomma, non c’è qualcuno accanto che si accorge quando qualcuno esagera. «E il preoccupante è che ci sono sempre più ragazzini che giocano». Tanto.

Confermano l’ispettore superiore Ivo Plotegher, responsabile bolzanino della polizia postale e delle comunicazioni, e la psicologa della questura, Silvia Mulargia. Sono impegnati, i due, assieme ai colleghi, a visitare le scuole altoatesine, specie le medie. Per mettere in guardia su tanti aspetti negativi legati al web, fra i primi l’azzardo.

«Giocano in tanti, i minori sono sempre di più», spiegano. «Di solito, dato che per accedere ai siti di gioco serve essere maggiorenni, utilizzano i dati dei genitori. Per giocare magari usano la carta di credito di mamma e papà, i quali evidentemente non si curano abbastanza di tenere monitorati i movimenti di pagamento. Oppure si servono di carte prepagate». C’è chi investe l’intera paghetta, sul web, sperando di fare il colpaccio.

David Pasquali – Alto Adige

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