Mafia, il pentito Spatuzza: “Ho ucciso 40 persone, chiedo perdono”

gaspare-spatuzza-2009-12-4-17-41-43«Sono responsabile di una quarantina di omicidi, chiedo perdono alla città, alle vittime e ai loro familiari»: lo ha detto il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, ascoltato in collegamento video dal carcere nel corso dell’udienza a Milano del processo a carico di Marcello Tutino, il presunto basista della strage di via Palestro compiuta da Cosa Nostra il 27 luglio 1993. «Abbiamo fatto cose orribili – ha proseguito Spatuzza, citato come teste dal pm milanese Paolo Storari – accusare Marcello Tutino è doloroso ma per me è un onore essere qui a testimoniare, anche per giustizia nei confronti dei familiari delle vittime».

LA STRAGE DI VIA PALESTRO
Le cinque vittime della strage compiuta da Cosa Nostra il 27 luglio 1993 in via Palestro a Milano furono «incidenti di percorso», ha sostenuto Spatuzza. «L’obiettivo in via Palestro e in via dei Georgofili a Firenze erano i monumenti, non le vite umane – ha proseguito -. Quello che avvenne erano conseguenze non cercate». Il collaboratore di giustizia è stato sentito in quanto principale accusatore di Tutino e uomo dei fratelli Graviano. Partecipò anche lui alla strage a Milano compiuta facendo esplodere un’autobomba davanti al padiglione di arte contemporanea del capoluogo lombardo.

Sul ruolo dei fratelli Vittorio e Marcello Tutino ha affermato: «Siamo cresciuti insieme, c’era una bellissima amicizia, di più, una fratellanza. Cristianamente li considero ancora miei fratelli, con cui ho condiviso delle scelte sbagliate, anche se ora non condivido più i loro ideali, i loro sentimenti». Stando alla ricostruzione di Spatuzza, Marcello Tutino sarebbe stato scelto come basista «perché conosceva Milano» e avrebbe portato il commando in piazza Duomo a prendere l’esplosivo. Avrebbe avuto così la possibilità di «riabilitarsi» di fronte a Cosa Nostra dopo che aveva fatto sparire un carico di sigarette a Palermo intascandosi i soldi. Tutino, dopo essere andato in Stazione Centrale a prendere Spatuzza (poi rientrato a Roma e non presente alla strage), avrebbe rubato in zona Bovisa la Fiat Uno poi saltata in aria alle 23 di quel giorno.

LE ALTRE STRAGI
Spatuzza ha poi ricostruito in aula la pianificazione delle stragi di Capaci e di via D’Amelio e dell’attentato di via Fauro a Roma contro il presentatore Maurizio Costanzo, che «aveva preso posizione contro Cosa Nostra». Rispondendo alle domande del pm Paolo Storari, si è soffermato anche sulla progettazione del fallito attentato dinamitardo allo Stadio Olimpico di Roma del 23 gennaio 1994. «Abbiamo mescolato all’esplosivo tondini di ferro perché ci hanno detto che avremmo dovuto fare più male possibile. La direttiva era quella di uccidere oltre 100 carabinieri».

Milano, 30 settembre 2014
Fonte La Stampa
A.L.