Kamikaze fanno strage di bambini, 39 morti

Syrian refugees flee conflict to TurkeyAlmeno 39 persone, tra cui 30 bambini, sono morti oggi in un doppio attentato kamikaze che ha colpito un quartiere della città siriana di Homs, secondo un nuovo bilancio dell’Osservatorio siriano dei diritti umani.

Duri combattimenti a Kobane, città curda nel nord della Siria che lo Stato islamico (Isis) sta cercando di conquistare. I jihadisti sono a non più di due o tre chilometri dalla città, secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). Il direttore dell’ong, Rami Abdel Rahman, ha detto all’agenzia Afp che la Coalizione internazionale guidata dagli Usa ha compiuto cinque raid aerei sulle forze jihadiste, vicino alla linea del fronte con le forze di autodifesa curde. Secondo la televisione panaraba Al Jazira, quasi tutta la popolazione civile di Kobane e’ fuggita verso il vicino confine con la Turchia e in citta’ rimangono solo miliziani curdi impegnati nei combattimenti.

La Turchia “pianifica di creare una zona cuscinetto lungo il confine siriano, in particolare nelle aree controllate dall’Esl e dal Fonte islamico” (che comprende anche i qaedisti di Al Nusra): lo scrive Hurriyet citando fonti della sicurezza turca. “Ankara preferirebbe che la zona cuscinetto fosse stabilita dalla Coalizione, ma é pronta a procedere anche senza l’aiuto di militari stranieri”. La buffer zone non sarebbe estesa a zone controllate dai curdi del Partito democratico (siriano, affiliato al Pkk) o dall’Isis.

Cameron, ‘loro sono malvagità pura’
”Faremo tutto quello che serve per garantire la sicurezza della Gran Bretagna”. Lo ha detto il primo ministro britannico David Cameron nel suo discorso a conclusione del congresso del partito conservatore a Birmingham, sottolineando che la minaccia oggi viene dal ”terrorismo islamico estremista” con riferimento all’Isis. ”Queste persone”, ha detto, sono malvagita’ pura”. Ha poi rivolto un messaggio ai cittadini britannici che si uniscono alla jihad in Siria e Iraq: ”Siete nemici del Regno Unito e dovete aspettarvi di essere trattati come tali”.

Ancora decapitazioni: l’Isis continua diffondere a piene mani il terrore e l’orrore, tagliando la testa a chi si mette sulla sua strada. Questa volta è toccato a tre donne, per la prima volta, ed a un uomo, tutti combattenti curdi fatti prigionieri in Siria. E allo stesso tempo, attraverso un nuovo video di John Cantlie, il reporter britannico che tiene in ostaggio, il ‘califfo’ Abu Bakr al Baghdadi manda a dire con tono di sfida che “la strategia di Obama è prevedibile” e “il nuovo conflitto” in Siria e in Iraq, ovvero “la terza guerra del Golfo”, “non renderà l’Occidente più sicuro”: con i raid, assicura, non vincerete.

Voto parlamento turco domani su invio truppe e basi “Inviare truppe se necessario in Paesi stranieri e via libera alla presenza di militari stranieri per scongiurare attacchi contro la Turchia da Iraq e Siria”: e’ il testo della risoluzione che il governo turco ha chiesto al Parlamento di varare. Lo riferiscono i media turchi. Il voto e’ in programma domani.

Londra paventa il rischio nucleare
Si tratta di nuovi ‘messaggi’ che alimentano ulteriormente l’allarme in occidente, tanto che il ministro degli Interni britannico, Theresa May, è arrivata da ammonire che “l’Isis, se non contrastato e lasciato proliferare in Iraq e Siria, potrebbe diventare un vero Stato terrorista, e arrivare a costituire anche una minaccia nucleare, in quanto potrebbe dotarsi di armi chimiche, biologiche o persino nucleari”. Ma intanto i caccia americani hanno compiuto ben 22 raid aerei in 24 ore: 11 in Iraq, dove in particolare sono state distrutte delle postazioni dell’Isis nei pressi della diga di Mosul, e 11 in Siria, nei pressi di Aleppo e a Mazra al Duwud, vicino alla frontiera con la Turchia. Allo stesso tempo, sul terreno, i combattenti curdi peshmerga, a loro volta, hanno lanciato una controffensiva anti-Isis su tre fronti diversi nel Nord dell’Iraq.

Il Cairo, 1 ottobre 2014
ANSA
A.L.