Gasdotto TAP: Italia serva dell’Europa e di interessi poco chiari

tapAvviato il tavolo tra Sindaci e Regione per trovare una soluzione alternativa, ma sembra più un’arrampicata sugli specchi. Nessun altra approdo sembra praticabile.

Bisogna premettere che l’ipotesi di spostare l’approdo del gasdotto TAP da San Foca in un’altra località non trova d’accordo tutti. In particolare il Comitato No TAP, che è composto da numerose associazioni, si è sempre detto contrario all’opera “né qui né altrove” in quanto ritenuta “inutile e dannosa”.

L’Italia è il Paese Europeo con il maggior numero di gasdotti e rigassificatori. Ha fonti di approvvigionamento, oltre che dalla Russia, anche dalla Norvegia, dall’Olanda, dalla Libia, dall’Algeria e ha le infrastrutture per importarlo anche da Dubai. Inoltre ha il rigassificatore a Livorno (considerato strategico) che non è mai entrato in funzione e un progetto di rigassificatore autorizzato a Brindisi e mai realizzato per carenza di interesse. Quindi il nostro è l’ultimo Paese dell’area UE a risentire della crisi tra Russia e Ucraina. Inoltre il gas che arriva in Italia ogni anno è il doppio rispetto al fabbisogno e, secondo i dati SNAM, la tendenza è ormai da anni ad una riduzione sistematica del consumo di gas.

Quindi l’Italia subirebbe solo una servitù di passaggio del gasdotto TAP per portare il gas nel Nord Europa. Per questo motivo l’opera è ritenuta inutile, quantomeno per l’Italia e soprattutto per gli italiani.

Spostare di qualche chilometro l’approdo, inoltre, non darebbe risposta all’obiezione della LILT riguardante il rischio sanitario connesso alla centrale di depressurizzazione del gas. Le emissioni prodotte verrebbero comunque canalizzate verso la Terra d’Otranto, come già avviene con i fumi dell’ILVA e di Cerano, secondo uno studio condotto dal CNR.

I sindaci, insieme al Governatore Vendola, appoggiati da diversi politici locali, provano comunque a giocare questa carta. Ma le soluzioni sembrano più teoriche che reali. La soluzione Brindisi, stanno alla documentazione TAP, è stata esclusa a causa delle criticità ambientali e delle aree protette con cui l’opera avrebbe interferito. La soluzione meno impattante sarebbe proprio San Foca. Il che è tutto un dire.

Si parla ancora della possibilità di convertire la centrale di Cerano da carbone a gas, ma chi lo sostiene fa i conti senza l’oste. La centrale è di proprietà dell’ENEL, che non è interessata all’affare e trova sicuramente più conveniente bruciare il carbone che non il metano azero.

L’amministratore delegato di Tap Italia Giampaolo Russo, intervistato a margine dell’Energy Summit di Milano si è dichiarato disponibile al dialogo su «un eventuale cambio di approdo sulla base di elementi di natura tecnico ambientale».

«Per attuare davvero una alternativa – aggiunto – ci deve essere un allineamento delle diverse istanze politiche, quindi governo, regione, territori».

Ma perché quest’apertura di TAP proprio dopo aver ottenuto il decreto di compatibilità ambientale? E poi perché ripetere una nuova procedura per la valutazione di impatto ambientale, con tutto quello che comporta, per valutare un nuovo approdo? Soprattutto se consideriamo la fretta che ha la multinazionale di avviare i cantieri fra poco più di un anno.

TAP accusa di pretestuosità le dichiarazioni di chi la accusa di volersi sottrarre a un confronto sulla localizzazione dell’approdo che l’azienda avrebbe chiesto, in primo luogo alla Regione. O forse TAP può permettersi questa disponibilità al dialogo proprio perché cosciente del fatto che un’altra soluzione non è possibile.

Certo è che TAP in questo gioco delle parti ha un potere che fino a qualche settimana fa non aveva. Oltre ad avere il sostegno politico forte del Governo centrale, ha in tasca quel decreto che pesa come una spada di Damocle sulla testa di Comuni e Regione, ora disposti a trovare qualche compromesso pur di non perdere completamente questa battaglia. Ma si tratta di spostare il problema un po’ più in là, mettendo via buona parte delle ragioni su cui si fonda l’opposizione all’opera.

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LCSO