Travolto dai ladri, rischia l’amputazione di un braccio

ospedale5Sandro Negrini, il carrozziere 41enne rimasto gravemente ferito a causa della follia di due ladri francesi, perderà il braccio. A nulla sono serviteben tre operazioni, l’ultima ieri, durata undici ore, presso l’ospedale Santa Corona di Pietra ligure, per salvargli l’arto superiore sinistro. Sono state utilizzate ben 34 sacche di sangue a causa delle violenti emorragie che hanno colpito il carrozziere: ma le condizioni dell’uomo, già critiche quando è stato trasportato dapprima subito dopo l’incidente al nosocomio imperiese, lasciavano poche speranze.

«Purtroppo i medici non hanno potuto aiutare Sandro – racconta scioccato per quanto sta avvenendo il fratello Fulvio che gestisce insieme a Negrini l’omonima carrozzeria – Siamo distrutti». Nella sua officina la gente arriva a frotte: sono gli amici, i conoscenti, iclienti, che chiedono tutti la stessa cosa: «Sandro ce la farà?». Il carrozziere non è in pericolo di vita: ma perderà il braccio sinistro ed un conoscente, anch’egli di Bordighera, ed anch’egli privo di un braccio, si è offerto di aiutarlo psicologicamente a superare una situazione tragica come questa, dovuta alla follia di un ragazzo 25enne, Mohamed Armed Bonzrara, che aveva fumato cannabis e che insieme ad un amico, Albert Benjamin, 24 anni, nizzardo come lui, era salito a bordo del furgone bianco “Renault Kangoo” intestato al padre per rubare sulle alture di Dolceacqua in località Colla. Inseguito dai carabinieri, Bonzrara, è piombato a forte velocità in mezzo agli altri veicoli che transitavano sull’Aurelia. Proprio in quel momento stava sopraggiungendo con direzione Sanremo-Bordighera Sandro Negrini a bordo del suo “T-Max”. Rientrava dal porto, diretto alla carrozzeria per andare a lavorare, come faceva da anni, lui, sposato, due bimbi piccoli. Ma sulla sua strada si è trovato il “Kangoo”, che aveva intrapreso, sgommando, un’inversione ad “U” dopo aver distrutto nella manovra una “Twingo” bianca e danneggiato una “Suzuky splash”.

Il furgone ha letteralmente tagliato la strada al carrozziere facendolo finire diversi metri più avanti, sull’asfalto, moto distrutta. Per poi restare incastrato nei “jersey” di cemento dell’Ati ligure che sta mettendo in sicurezza il torrente Borghetto. Negrini è stato soccorso subito: a dare l’allarme sono stati gli stessi carabinieri, alcuni passanti inorriditi da quanto avevamo appena visto. Sulle prime era parso che le condizioni del carrozziere non fossero gravi, seppur la prognosi fosse riservata proprio per via delle lesioni al braccio. Ma poi le sue condizioni si sono aggravate e si è reso necessario il suo trasferimento all’ospedale di Pietra Ligure dove si trova circondato dai suoi familiari. Fulvio Negrini ha riaperto ieri mattina la carrozzeria: c’erano alcuni lavori ancora da ultimare per riconsegnare le auto ai proprietari. Ma poi chiuderà per qualche giorno per restare vicino al fratello, ovviamente sedato. L’intervento chirurgico per l’amputazione dell’arto sarà effettuato tra qualche giorno. «I medici le hanno tentate tutte: ma per Sandro non c’è stata speranza di recuperare il braccio», concludono i familiari. I due francesi (solo Bonzrara alla fine è risultato sotto l’effetto di stupefacenti) verranno presto interrogati dal pm Francesca Scarlatti che ha confermato per entrambi l’accusa di reato di tentato omicidio.

Loredana Demer – Il Secolo XIX