Varato il nuovo ISEE, ecco cosa cambia

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Dal 1 gennaio 2015 entrerà in vigore il nuovo sistema di calcolo ISEE, improntato verso una definizione più realistica della condizione economica delle famiglie. Previsti maggiori e più severi controlli, soprattutto incrociati. Scatta l’obbligo di dichiarare barche e moto. Sono stati modificati i criteri per la determinazione dei reddito e dei patrimoni, e ridotte le franchigie sui conti correnti. In dichiarazione vanno inseriti anche i redditi esenti da IRPEF.

Le novità del nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente

Molti di voi, soprattutto universitari, avranno avuto a che fare con questo strumento, magari sudando sette camicie per compilare i relativi moduli. L’ISEE è l’indicatore l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, e permette di definire la condizione economica delle famiglie italiane. Si tratta di uno strumento polivalente, utilizzato come parametro, sia ai fini del calcolo di tasse e imposte (come la TASI, ad esempio), sia per per la determinazione dell’ammontare delle bollette del gas e, non ultimo, incide nella valutazione dei presupposti (ed eventualmente dell’ammontare) delle erogazioni di servizi sociali (borse di studio, accesso agli asili nidi, ecc..).

Non basta il reddito e non basta il patrimonio per stabilire la condizione economica di una famiglia, per cui è stato elaborato un sistema più complesso che tiene conto di entrambi. Il problema però non è semplice. Innanzitutto occorre definire quante e quali persone rientrano in un nucleo familiare, poiché il solo dato sulla residenza non è sufficiente. Inoltre occorre definire quali redditi siano rilevanti ai fini dell’ISEE. Per quanto riguarda il patrimonio, inoltre, vanno stabilite le categorie di beni idonee a determinare la situazione economica e soprattutto se siano da prendere in considerazione solo beni di proprietà o se vadano inclusi anche quelli di cui si dispone in virtù di un titolo diverso (come ad esempio l’usufrutto). Sono quattro le grandezze fondamentali dell’ISEE: redditi, patrimoni, numero di componenti del nucleo familiare, qualità dei singoli componenti.
La normativa è stata soggetta spesso a modifiche. Ieri è stata varata la nuova formula per la determinazione dell’ISEE.

L’obiettivo dichiarato della riforma è quello di elaborare un quadro che si avvicini il più possibile alla situazione reale e di smascherare i “finti poveri”. Col vecchio sistema oltre il 10% dei nuclei familiari ha presentato una dichiarazione ISEE nulla e un quinto della popolazione risultava avere un reddito al di sotto dei 3000 euro. Si vuole quindi ridurre il numero di truffe in questo campo.

Le novità sui redditi

La prima novità del nuovo ISEE riguarda i redditi da includere nella dichiarazione, che comprendono redditi esenti da IRPEF e ogni tipo di bonus o erogazione pubblica di tipo assistenziale o previdenziale o di sostegno. Dovranno quindi essere dichiarati anche borse di studio, pensioni di invalidità, assegni di accompagnamento, assegni al nucleo familiare, cedolare secca, carte acquisti, indennità e ogni altra forma di reddito percepito a titolo di trattamento assistenziale, previdenziale o di sostegno erogato amministrazioni pubbliche.

Familiari disabili

Sono previsti dei correttivi per le famiglie in cui sono presenti persone con disabilità, con la formula della franchigia, differenziata in base al tipo di disabilità.
La franchigia ammonta a 4.000 euro se il componente familiare è maggiorenne e presenta una disabilità media; in caso di disabilità grave, il valore sale a 5.500 euro; se la persona non è autosufficiente, la franchigia è stabilita in 7.000 euro. Nei casi in cui la persona disabile è un minorenne, le somme vengono progressivamente aumentate, fino ai rispettivi valori di 5.500, 7.500 e 9.500 euro.
Prevista, inoltre, per le persone con disabilità o non autosufficienti deduzioni fino ad un massimo di 5.000 euro per spese certificate di tipo medico-sanitario o di assistenza, nonché finalizzate all’acquisto di cani guida o alla fruizione di servizi di interpretariato per le persone sorde.

Le novità sui patrimoni

Gli Immobili

Innanzitutto il patrimonio non può che includere i beni immobiliari.
L’ICI non c’è più, quindi il parametro di riferimento da inserire nella dichiarazione è la base imponibile dell’IMU. Va anche dichiarata la prima casa anche se esente dall’imposta, ma se la sue rendita è non supera il valore di 52500 euro, la casa non concorrerà al calcolo. Per ogni figlio convivente successivo al secondo, questa soglia verrà incrementata di 2500 euro. Ad esempio, se in un nucleo familiare ci sono tre figli conviventi, alla soglia di 52500 vanno aggiunti 2500 euro (un figlio successivo al secondo); quindi se la rendita della casa sarà inferiore a 55000 euro, questa non verrà calcolata nell’ISEE.

I patrimoni mobiliari

Oltre ai patrimoni immobiliari, vanno dichiarati anche quelli mobiliari, in particolare conti correnti bancari e postali, possesso di titoli, depositi bancari e postali, fondi di investimento, carte di credito e ogni altra forma di investimento finanziario o in titoli.
Le franchigie sui conti correnti (cioè le quote di patrimonio escluse dal calcolo) saranno ridotte e si terrà conto non solo del saldo di fine anno, ma anche della media dei depositi effettuati durante l’arco dell’anno.

Inizialmente i dati sul patrimonio mobiliare potranno essere autocertificati. Successivamente sarà l’Anagrafe tributaria a comunicare i dati all’Amministrazione interessata. Sarà così, ad esempio, per i redditi IRPEF. In questo modo il reddito risultante nella dichiarazione dovrebbe essere quello effettivo. In precedenza molto spesso veniva dichiarato un reddito inferiore, sfuggendo ai controlli.
Anche per i conti correnti, i dati verranno acquisiti direttamente, tramite sistema automatizzato, dall’Anagrafe dei conti correnti.
Un’altra novità riguarda l’obbligo di comunicare il possesso di imbarcazioni e motocicli di grossa cilindrata. In caso di omissione scattano i controlli mirati.

Controlli sulle dichiarazioni

Vengono potenziati i controlli grazie a sistemi automatizzati e incrociati.
L’Agenzia delle Entrate, segnalerà all’INPS la presenza di eventuali omissioni o difformità tra i dati inseriti nella dichiarazione ISEE e quelli rispetto a quelli registrati nel Sistema informativo dell’Anagrafe tributaria.
Controlli incrociati sono previsti anche tra Comuni ed enti erogatori di prestazioni, finanziamenti, e quant’altro.
Nel caso in cui non venga dichiarata la titolarità di nemmeno un conto corrente, i controlli dovrebbero partire in automatico.
Le Pubbliche Amministrazioni potranno consultare in tempo reale i dati dell’Anagrafe tributaria e dell’Anagrafe dei conti correnti.
In caso di rilevamento di qualche difformità tra quanto dichiarato e quanto risulta nelle banche dati, verrà inoltrata la segnalazione alla Guardia di Finanza.

Il nuovo ISEE prevede la possibilità di aggiornare i dati in tempo reale, ogniqualvolta siano intervenuti dei mutamenti rilevanti della situazione economica della famiglia.
Ad esempio, nel caso di perdita di un posto di lavoro da parte di uno dei componenti del nucleo familiare, oppure per la cessazione dell’erogazione di una pensione di invalidità, il mutamento del numero della qualità dei componenti familiari, ecc…

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