Caccia aperta alle auto «clandestine», progetto pilota

polizia_locale_municipale_delle_Giudicarie_bsContrastare il fenomeno delle vetture immatricolate in Paesi non Ue che circolano sulle nostre strade. E’ con questa finalità che è stato sottoscritto un protocollo tra Polizia Locale e Agenzia delle Dogane.
Un impegno che ha già dato i suoi frutti. In sei mesi sono state trovate 50 auto a Brescia in questa situazione, di cui 30 riscattate pagando le sanzioni. Importi di tasse evase per circa 50mila euro di multe e 60mila euro di riscatti incassati.
Il regime è semplice: le auto targate in paesi non Ue possono essere guidate in Italia da cittadini che non siano residenti in Italia. Diversamente scatta il controllo che persegue il contrabbando.

Illecito che può essere amministrativo sino all’ammontare di 3.999,96 euro di oneri evasi calcolati sul valore dell’auto (circa il 10% della stima), mentre in caso di valori superiori si ha contrabbando penale, fattispecie che comporta il sequestro, la conseguente confisca e poi la possibilità di riscattare l’auto pagando il valore stimato, il 10% di dazio, l’Iva evasa e la sanzione pari a circa il 100% del valore. Diversamente, se non riscattata l’auto, può essere destinata dallo Stato al corpo di Polizia o al Comune che ha proceduto alla contestazione per usi di pubblica utilità.

Brescia, 4 ottobre 2014
Fonte giornaledibrescia.it
A.L.

One thought on “Caccia aperta alle auto «clandestine», progetto pilota

  1. Ma tutte queste vetture (a migliaia ormai) con targa rumena, bulgara o albanese, hanno l’obbligo di essere sottoposte a revisione periodiche proprio come le vetture degli italiani? Nell’articolo sopra viene spiegato che possono essere guidate solo da persone residenti all’estero, ma per quanto tempo possono circolare sul territorio nazionale? L’assicurazione R.C.A. é controllabile da parte delle FFPP attraverso l’ANIA?
    GRAZIE.

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