Ebola: “Il virus non si diffonde per via aerea”

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“In questo momento non c’è alcuna prova e non prevediamo che Ebola stia mutando per diventare un virus che si diffonde per via aerea”: lo ha precisato la missione Onu per l’emergenza Ebola (Unmeer), sottolineando come la minaccia che il virus muti ceppo per ora non c’è: “la malattia si diffonde solo attraverso il contatto con i fluidi”.

“No allo stop dei voli dall’Africa” – Dello stesso parere è Tom Frieden, direttore del Centro per il controllo e prevenzione delle malattie Usa. È lui a dire “No” allo stop dei voli verso gli Stati Uniti dall’Africa occidentale per contenere la diffusione dell’ebola.

“Una simile restrizione – ha spiegato durante un’intervista a Msnbc – sarebbe del tutto inefficace e renderebbe ancora più difficile per le autorità mediche controllare il virus. Non si può impedire alle persone di rientrare negli Stati Uniti e molti potrebbero scegliere di arrivare attraverso altri Paesi”. Per Frieden l’unico modo di combattere l’ebola è quello di fermare l’epidemia alla fonte, ossia in Africa occidentale.

Riguardo al caso di Thomas Eric Duncan, il primo caso di ebola negli Stati Uniti, diagnosticato a Dallas, Frieden ha detto che l’uomo è stato controllato prima di volare da Manrovia e non era contagioso in volo, perché “la sua temperatura corporea era di poco superiore ai 36 gradi, il che vuol dire che gli altri passeggeri non sono stati a rischio”.

Casa del malato a Dallas ancora non sterilizzata – Quattro giorni dopo che a Duncan è stato diagnosticato il virus Ebola, l’appartamento nel quale viveva non è stato ancora disinfettato opportunamente.

Nella casa si trovano ancora quattro persone, così come le lenzuola e gli asciugamani sporchi usati dal malato. La squadra incaricata di sterilizzare la casa non ha potuto eseguire la pulizia perché non ha ancora i permessi per potere trasportare gli oggetti potenzialmente infetti fuori dall’appartamento e per strada. Brad Smith, della società Cleaning Guys, incaricata della pulizia, ha dichiarato che non è ancora chiaro quando tale operazione potrà essere eseguita.

Paziente con sintomi simili in ospedale a Washington – Un paziente con sintomi simili a Ebola che di recente aveva viaggiato in Nigeria è stato ricoverato oggi in un ospedale di Washington. “Il paziente è in condizioni stabili e presenta sintomi che potrebbero essere di Ebola: per eccesso di prudenza è stato messo in isolamento”, ha detto un portavoce dell’ospedale della Howard University. La Nigeria è uno dei paesi colpito dal virus ma sono settimane che non si verificano casi di Ebola.

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