Giallo di Grosotto: “Il sangue sui vestiti lo incastra: Emanuele voleva disfarsene”

image (1)Grosotto (Sondrio), 5 ottobre 2014 – Emanuele Casula voleva eliminare le tracce che potevano incastrarlo per l’omicidio della fidanzata Veronica Balsamo e per il tentato omicidio del testimone scomodo del delitto o della fuga, il chierichetto 32enne Gianmario Lucchini. È quanto emerge dall’ordinanza con la quale è stato disposto il fermo di indiziato di delitto dell’apprendista saldatore 18enne di Grosotto, in carcere da giovedì sera. A incastrare il ragazzo i rilievi tecnico-scientifici: tracce di sangue di entrambe le vittime sono state trovate sui pantaloni della tuta che indossava il 23 agosto, tracce di sangue di Casula sono state rinvenute sul cacciavite che ha quasi ucciso il chierichetto e un’impronta della scarpa del 18enne è stata scoperta sulla canottiera che aveva addosso la 23enne trovata cadavere in fondo a un dirupo. E tra le 22 pagine dell’ordinanza si legge che Casula aveva tutte le intenzioni di eliminare le tracce poi trovate sui pantaloni, «rinvenuti – scrivono infatti gli inquirenti – nel locale lavanderia dell’appartamento».

Il ragazzo voleva ripulire sia i pantaloni sia le scarpe che indossava quella sera, un paio di Nike bianche che corrispondono all’impronta trovata sulla canottiera di Veronica. Già dalla sera del 23 agosto il giovane ha cercato di depistare le indagini indossando un altro paio di scarpe che non potessero dimostrare che si trovava nel luogo del delitto. Ma non ha fatto in tempo a pulire scarpe e pantaloni e la mattina di domenica 24 agosto i carabinieri che sono andati nella sua abitazione hanno trovato la tuta nel locale lavanderia e le Nike dentro la lavatrice. Subito sottoposti a sequestro. Emanuele Casula domani mattina sarà interrogato dal gip Carlo Camnasio per la convalida de fermo, ma è probabile che si avvalga della facoltà di non rispondere, visto che il legale, l’avvocato Francesco Romualdi, ha spiegato di voler studiare tutti gli atti prima di sottoporre il giovane ad interrogatorio. «Continua a professarsi innocente e non si spiega le tracce rinvenute» afferma il difensore Romualdi, che aggiunge: «Qualche giorno prima dell’arresto siamo andati sul luogo del ritrovamento di Veronica per un sopralluogo ed Emanuele si è raccolto in preghiera».

ILGIORNO

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