Niente prof all’esame perché deve operare: e scoppia la polemica

chirurgia dottori ospedale chirurgoLa prova è quella di emergenze medico-chirurgiche alle Molinette: gli studenti chiedono un incontro al rettore. La replica dei docenti: i malati vengono prima

Salvare una vita vale più che dare un trenta a un futuro collega. Questo, più o meno, sembra essere il ragionamento dei professori del corso di Emergenze medico-chirurgiche delle Molinette, finiti qualche giorno fa nel mirino degli studenti che li accusano di assenteismo.
Nell’ultimo appello di quello che è uno degli esami più complessi dell’intero corso di Medicina gli studenti iscritti erano una settantina e i docenti presenti avrebbero dovuto essere otto, ma in realtà ne sono arrivati solo due.
L’esame coinvolge quattro professori diversi: ogni studente dev’essere interrogato da un esperto di chirurgia d’emergenza, uno di anestesia e altri due per le criticità neurologiche e mediche. Alle Molinette però i corsi sono due, quindi il numero di docenti all’esame dovrebbe essere il doppio. Il 29 settembre però di prof se ne sono visti solo due, più un terzo presente per pochi minuti.
Così la polemica dai social network è sbarcata nella realtà e gli studenti hanno coinvolto i loro rappresentanti che hanno scritto al direttore della scuola, Ezio Ghigo: “Già a luglio parlammo di un comportamento scorretto nei confronti degli studenti con professori che si presentavano ore dopo l’appuntamento prestabilito, scomparendo senza dare motivazioni per tornare dopo ore e trattenendo gli studenti fino a sera – scrivono i ragazzi di Medici Senza Bandiere – Ma oggi il fatto è ancora più grave ed è una mancanza di rispetto nei nostri confronti e dei due colleghi che si sono presentati”.
I professori si difendono via email. Il coordinatore dell’esame, Marco Ranieri chiede “scusa a nome di tutti i docenti ” e giustifica l’ultima assenza con un disguido tecnico: non era stati avvertiti della data dell’esame. Ma sulla questione delle “sparizioni improvvise” non ci sta: “Cercheremo di organizzarci meglio ma, se durante gli esami il professor Arezzo sarà chiamato ad operare in sala o il professor Lupia dovrà correre in medicina d’urgenza l’episodio si ripeterà – scrive – È sconveniente, scorretto e degradante anche per noi dover lavorare in un contesto dove ci chiedono di operare una urgenza, fare esami, pubblicare e ottenere finanziamenti nella stessa giornata”.
I rappresentanti di Medici Senza Bandiere dicono di aver ottenuto un incontro per cercare di risolvere il problema, ma la possibilità di trasformare l’esame da orale a scritto è scartata dai prof e più di uno studente è scettico sulla giustificazione utilizzata: “Usano impegni che sono quotidiani per giustificare l’assenteismo. Salizzoni, i cui interventi sono davvero dipendenti da quando arriva un fegato, si presenta a tutti gli appelli. Mi sembra grave che nessuno di loro sapendo quand’era l’esame si sia preoccupato di farsi sostituire come succede se devono andare a un convegno”.

Jacopo Ricca – Repubblica Torino

lc