Omicidio-suicidio a Cattolica: “Litigavano sempre più spesso, lei aveva detto di volerlo lasciare”

image“Qualcosa tra loro due non funzionava più. Una settimana fa lei gli aveva detto che voleva lasciarlo”. L’anziana vicina di casa parla a bassa voce, quasi non volesse farsi sentire. In via Cabral la gente mormora, mentre carabinieri e giornalisti ronzano attorno alla piccola villetta imbrattata di sangue (FOTO). Riuniti in piccoli capanelli, residenti e passanti si scambiano commenti a denti stretti. L’orrore per quello che è appena successo non basta a tenere a freno le lingue. Raffaele Ottaviani e Ivana Intilla erano una coppia discreta, eppure da qualche tempo attorno ai due circolavano alcune voci. Qualcuno giura di averli sentiti litigare sempre più spesso nelle ultime settimane. Il clima, nella casa di via Cabral, stava diventando sempre più teso.

Era solo questione di attimi prima che la goccia facesse traboccare il vaso. L’ennesimo litigio, a quanto pare, sarebbe andato in scena anche ieri pomeriggio. «Io abito qui attaccato – riferisce un altro residente -. Dopo pranzo li ho sentiti discutere animatamente, ma non saprei dire il motivo. Poi per alcune ore è tornato il silenzio. A un certo punto ho sentito un urlo straziante. Era la madre di Ivana, che gridava a squarciagola». E’ stato proprio quell’urlo – l’urlo straziante dell’anziana donna, la prima a entrare in casa e a trovarsi davanti quella scena agghiacciante – a catapultare l’intero quartiere nell’incubo.

«Credo che difficilmente potrò dimenticarmi di quelle grida disperate – continua il residente -. Sembrava che stessero uccidendo un animale. Mi è bastato un secondo per capire che era successo qualcosa di grave. Mai, però, avrei potuto immaginare una simile tragedia». «Non li conoscevo di persona, anche se ogni tanto incrociavo Ivana» racconta il cliente di un bar. «Era sempre molto sorridente e cordiale. La sua famiglia è molto conosciuta qui a Cattolica. I suoi genitori possiedono un forno tra i più noti della città». Una donna di mezza età fissa l’abitazione con gli occhi sbarrati. Le parole escono a fatica. «Quei bambini… – singhiozza -. Li vedevo sempre in compagnia della mamma. Non posso credere che abbiano assistito a un simile massacro. Una tragedia del genere non può che segnarli per il resto della vita». Sul posto c’è anche il sindaco di Cattolica, Piero Cecchini. «Per il nostro paese è uno choc tremendo. Tutto questo non doveva accadere».

Cattolica (Rimini), 5 ottobre 2014 – IlRestodelCarlino

SC