Isis, la lettera dell’ostaggio Kassig ai genitori: “Ho paura di morire”

602-408-20141006_083301_374847CE«Ho paura di morire, ma la cosa più difficile è non sapere, immaginare, sperare se posso addirittura sperare ancora». Sono le parole dell’ostaggio americano Peter Kassig, che l’Isis ha minacciato di uccidere nel video della decapitazione del volontario britannico Alan Henning venerdì sorso, in una lettera ai genitori.
La lettera La missiva è datata 2 giugno, ma la famiglia di Kassig ha deciso di pubblicarne degli estratti ieri sera su Twitter «perché il mondo capisca perché noi e tante altre persone lo amiamo e ammiriamo».

La conversione all’Islam «Sono molto triste per ciò che è successo e per quello che voi a casa state passando. Se dovessi morire, immagino che almeno voi e io possiamo trovare rifugio e conforto nel sapere che sono partito nel tentativo di alleviare la sofferenza e aiutare i bisognosi», scrive ancora Peter, 26 anni, che dopo la sua conversione all’Islam ha cambiato il proprio nome in Abdul Rahman. «In termini di fede, prego ogni giorno e non sono arrabbiato per la mia condizione. Sono in una complicata situazione dogmatica qui, ma sono in pace con il mio credo».

L’appello Nel pubblicare la lettera del figlio, i genitori hanno cancellato alcune parti con dati sensibili e ribadito l’appello «al mondo a continuare a pregare per lui e per tutti gli innocenti colpiti dalla violenza e dalla guerra». «Continuiamo la pressione sul governo affinché fermi le sue azioni e continui a parlare con i suoi sequestratori perché abbiano pietà e lo rilascino», concludono Ed e Paula Kassig. Kassig era andato in Siria per l’organizzazione Special Emergency Response and Assistance, da lui fondata, e fu catturato nei pressi di Deir Ezzor, nell’est della Siria, un anno fa.

Roma, 6 ottobre 2014
Fonte Il Messaggero
A.L.