Storia di Khadija, da maestra elementare a membro dell’Isis

velo2Khadija ha 25 anni ed è una giovane insegnante siriana che ha aderito all’Isis dopo il caos scatenato dalla guerra civile nel suo paese. Convinta da un uomo che ha conosciuto online, è entrata a far parte della brigata di polizia di vigilanza sul rispetto delle norme imposte dalla sharia nei confronti delle donne e dopo aver assistito a decapitazioni e violenze di ogni genere, è riuscita a fuggire in Turchia.

Diplomata maestra elementare, Khadija si è unita alle proteste scoppiate tre anni e mezzo fa contro il regime di Bashar al-Assad. “Uscivamo per manifestare e le forze di sicurezza ci cacciavano via. Scrivevamo sui muri, ci portavamo dietro i vestiti per cambiarci. Quelli erano grandi giorni”, ha raccontato in un’intervista alla Cnn. “Tutto intorno a noi c’era il caos, volevamo solo fuggire. Il problema è che io sono fuggita verso qualcosa di peggiore”.

Convinta dalle maniere gentili di un tunisino conosciuto su internet che aveva anche proposto di sposarla, ha iniziato a simpatizzare per l’Isis, all’interno del quale è stata definitivamente introdotta da una cugina che viveva a Raqqa. Così è stata arruolata nella Brigata Khansaa, composta da circa 25-30 donne e incaricata di controllare le strade della città per assicurarsi che le donne fossero vestite in modo appropriato in base alle norme imposte dallo Stato Islamico.

All’interno della Brigata ha assistito a ogni genere di violenza nei confronti delle donne, anche le mogli dei combattenti, con stupri e frustate per coloro che non rispettavano la sharia, il tutto per 200 dollari al mese e una razione di cibo. “Ho cominciato a pensare: io non sono così, io ho un diploma di insegnante, cosa mi sta succedendo? Cosa è avvenuto nella mia mente che mi ha portato qui?”, ha aggiunto la ragazza, rivelando di aver anche assistito alla decapitazione di un uomo.

Così ha deciso di scappare ed è riuscita a passare il confine, anche se le sua famiglia è rimasta in Siria. “Non voglio che nessun’altra faccia la mia fine e si faccia imbrogliare da quelli. Troppe ragazze pensano che questo sia il vero Islam”, ha concluso Khadija, che oggi ancora veste il niqab ma sogna di essere “una ragazza che possa camminare con le cuffie ascoltando musica senza interessarsi a quello che pensa qualcun altro”.

Roma, 6 ottobre 2014
TMNEWS
A.L.