Il campionario delle scuse per evitare le multe

polizia municipale2La macchina parcheggiata nel vicolo blocca il passaggio? «Bastarìa strenserse». Alla guida col telefonino? Assolutamente no: tutta colpa di un braccio piegato a sostenere la testa dolorante, di un veloce aggiustamento dell’orecchino nel caso delle signore o di poco eleganti operazioni igieniche nei padiglioni auricolari. Sono solamente alcune delle scuse che i pordenonesi esibiscono di fronte agli agenti della Polizia municipale con il blocchetto delle multe in mano.

Alle strampalate giustificazioni per i parcheggi in sosta vietata e i cellulari sempre in funzione si affiancano poi le rivendicazioni («Sono un cittadino italiano e pago le tasse, dunque ho diritto di parcheggiare»), le critiche all’amministrazione («Volete solo fare cassa perché il Comune è messo male, ma ci sono altri modi per farlo, senza scocciare le persone oneste»), l’invito ai vigili a dedicarsi ad altro («Con tutti i ladri che ci sono in giro!») o l’esibizione di un curriculum immacolato: «Ho la patente da quarant’anni io, e non ho mai preso una multa!».

Ultima carta da giocare, la minaccia di una denuncia del caso a giornali e tv o l’immancabile contatto al posto giusto, da chi millanta amicizie con il sindaco ai numerosissimi sedicenti ex compagni di scuola dello stesso comandante Arrrigo Buranel: «Alla fine c’è chi viene effettivamente a parlare con me per contestare una sanzione – spiega quest’ultimo -. Io ricevo tutti e valuto la situazione, nella massima trasparenza».

Pordenone, 8 ottobre 2014
Fonte Il Gazzettino
A.L.