La svolta dei vescovi: rapporti Chiesa-‘ndrangheta materia di studio nei seminari

prete parrocoBasta minimizzare quando alle feste patronali i portantini fanno l’inchino davanti alle case dei boss. O quando, nei paesi, dove ci si conosce tutti, i parroci non usano i toni dovuti – in chiesa e nella società – contro chi crede solo alla sopraffazione. Ci sarà il rapporto fra la chiesa e la ‘ndrangheta fra le materie d’insegnamento per gli aspiranti sacerdoti calabresi. Lo ha stabilito la conferenza episcopale calabra, la cui riunione si è tenuta nell’hotel Vallenoce di Decollatura, nel Catanzarese, sotto la presidenza di monsignor Salvatore Nunnari, arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano.

STORIA, PER CAPIRE – “Spazio rilevante – si legge nel documento finale diffuso stamane – i vescovi hanno dedicato alla discussione sullo schema presentato da Giovanni Mazzillo, direttore dell’Istituto teologico calabro San Pio X, sull’organizzazione dell’insegnamento sul rapporto Chiesa-‘ndrangheta da introdurre nei nostri studentati teologici. Il corso inizierà in via sperimentale nel secondo semestre a Lamezia per tutti gli alunni degli Istituti Teologici calabresi”. Il messaggio è chiaro: la religiosità dei mafiosi, quella ostentata nei paesi o quella privata agli altarini dei rifugi blindati, va trattata per quel che è.

NUOVA SENSIBILITA’ – In luglio ha destato particolare clamore il caso di Oppido Mamertina, con l’inchino della Madonna delle Grazie davanti alla casa del boss ai domiciliari, l’82enne Peppe Mazzagatti. Duro Monsignor Nunnari: “Dispiace che i preti non abbiano trovato la voglia di scappare”. Altre processioni patronali sono state cancellate per infiltrazioni mafiose. La più importante, quella dell’Affruntata a Sant’Onofrio, in provincia di Vibo Valentia. Nella Chiesa di Papa Francesco c’è spazio solo per il perdono, non per aree grigie.

Roma, 8 ottobre 2014
Fonte Il Giorno
A.L.