La minaccia per i siti web si chiama Wang: a 13 anni è il più giovane hacker del mondo

internet computer pcWang Zhengyang, 13 anni, cinese, non è un adolescente come tutti gli altri. Le volte che gli è mancata la voglia di fare i compiti a casa non ha portato una giustificazione, ma ha hackerato il sistema della scuola. E perché rompere il proprio salvadanaio se si può comprare l’ultima consolle su internet violando il sito del negozio on line e cambiandole il prezzo? Se non lo avete ancora capito, Wang è un piccolo pericolo pubblico. Il ragazzino in Cina è stato soprannominato “hacker prodigio” (presumibilmente il più giovane al mondo) e sta già collaborando con la Tsinghua University di Pechino. Ma c’è chi è terrorizzato che le capacità di Wang possano essere usate per scopi non proprio leciti, mentre i media hanno puntato il dito contro il ragazzino che usa le sue capacità per scopi personali illegali.
Wang, infatti, è diventato famoso per essersi infiltrato nel sistema della scuola e aver rubato le soluzioni dei test ai quali si sarebbe dovuto sottoporre. E se a tredici anni non devi fare i compiti cosa c’è di meglio di una nuova consolle? Il ragazzo ha hackerato un sito on line di giocattoli per modificare il prezzo del gioco facendolo passare da 2.500 Yuan ad 1 Yuan. Un passato di certo non lodevole che lo ha messo in cattiva luce. Ma Wang, faccia d’angelo, ha voluto rifarsi una verginità
all’Internet Security Conference 2014 di Pechino giurando di voler usar le sue capacità al servizio del bene.

«Dovete attaccarli i siti per scoprire le loro debolezze – ha detto il ragazzino – ho hackerato il sito della scuola scoprendo le falle che andrebbero sanate e il gioco a 1 Yuan non l’ho mai comprato e ho avvertito il negozio che ero riuscito a violare il sistema di sicurezza». Poi, a conferma delle sue buone intenzioni, si è scagliato contro i “cattivi” della rete: «Penso che hackerare siti per profitto sia immorale. Non voglio usare il mio talento per qualcosa di illegale». Parola di 13enne. Staremo a vedere.

Roma, 9 ottobre 2014
di Federica Macagnone
Fonte Il Messaggero
A.L.