Spazi non concessi, gli islamici portano il Comune al Tar

preghiera-islam-evidPorteranno il Comune davanti al giudice i tremila cittadini della comunità islamica, decisi ad avviare una battaglia legale senza precedenti in città. L’avvocato Luca Bauccio, noto per le sue cause a favore dei diritti umani, sta per depositare al Tar un ricorso contro l’Amministrazione comunale di Pioltello che, di fronte alla richiesta dell’associazione “La Fratellanza”, ha deciso di non concedere l’area feste per celebrare la tradizionale Festa del sacrificio.

È un caso unico a Pioltello, arrivato dopo 15 anni di dialogo tra il Comune e la comunità islamica locale. «È un atto illegittimo quello disposto dal Comune e siamo in grado di dimostrarlo – spiega l’avvocato Luca Bauccio -. Il diniego non è stato motivato, come invece dovrebbe essere ogni atto della pubblica amministrazione». La richiesta risale al mese di febbraio, la risposta del Comune è arrivata solo il 19 settembre. «Abbiamo scritto agli uffici per sapere quale fosse il motivo del diniego – prosegue Luca Bauccio -, ci hanno risposto che l’assegnazione dell’area è legata al potere discrezionale dell’ente. È una posizione non conforme a una pubblica amministrazione. Non ne facciamo una questione islamica, è un atteggiamento scorretto nei confronti dei cittadini».

Oltre il 30% della popolazione pioltellese ha origini straniere e la comunità islamica è quella più diffusa. «L’associazione non voleva l’area feste a tutti i costi – continua l’avvocato Bauccio -, si era resa disponibile a trovare insieme un’altra soluzione. Il Comune si è però rifiutato di assegnare un’altra area. È un atteggiamento che calpesta la dignità di queste persone». Il diritto a «professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata» è sancito dalla Costituzione. «La Carta Costituzionale garantisce il diritto di fare propaganda della propria religione e questo diritto deve essere assicurato a tutti i cittadini. Il sindaco deve rispettare le persone senza umiliarle: amministrare una città significa saper bilanciare gli interessi dei cittadini e le situazioni che fanno parte dell’anima delle persone e del loro modo di essere».

Pioltello (MI), 9 ottobre 2014
Fonte Il Giorno
A.L.

6 thoughts on “Spazi non concessi, gli islamici portano il Comune al Tar

  1. Se non sta bene l’Italia e le decisioni dei nostri amministratori, possono tornare da dove son venuti. L’accoglienza è tale se poi chi riceve rispetta le nostre decisioni e non si arrabatta per creare vittimismo gratuito e privo di fondamento. I diritti sono frutto della nostra democrazia, non della loro.

  2. Ahh,fanno causa?
    Vi siete mai chiesti nei loro paesi musulmani,se è possibile costruire una chiesa cristiana,od un luogo di culto cattolico?
    Ti discriminano solo se sei cristiano,quando non ti ammazzano!
    Niente moschee,tutti a casa loro,al loro paese,qui siamo a casa nostra,e si fa come dicono le nostre leggi e usi e costumi!
    Ma se andiamo avanti così…..si prenderanno tutto……

  3. «La Carta Costituzionale garantisce il diritto di fare propaganda della propria religione e questo diritto deve essere assicurato a tutti i cittadini.”… e come mai i nostri cristiani vengono uccisi? come mai le chiese cristiane vengono incendiate? come mai pretendono di togliere i crocefissi nei luoghi italiani pubblici? incredibile. roba da matti!

  4. Ma tornate a casa vostra brutti deliquenti!!! “sacrficio” di chi?? Di qualche animale scommetto! Sacrificatevi voi! IMPICCATEVI!!!!

  5. Il diritto di culto non si nega a nessuno; contro l’assembramento sedizioso per propaganda sovversiva, il comune ha il DOVERE di difendersi. Chi può negare che in queste feste all’Allah u akbar non siano un incitamento al jihad alqitab contro il paese che li ospita?

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