Pronto soccorso: medici a lezione per imparare a riconoscere l’Ebola

medici ospedale dottori dottore medicoSummit dei medici dei pronto soccorso per evitare che Ebola invada Roma. Dopo il ricovero dell’operatore di Emergency allo Spallanzani, la sanità del Lazio mette a punto il piano d’emergenza per riconoscere in tempo gli eventuali pazienti contagiati dal virus della febbre emorragica che ha già ucciso 3.877 persone e ne ha infettate 8.011.
Il vertice, convocato ieri dalla Direzione salute della Regione Lazio, punta a disegnare protocolli operativi uniformi da adottare nei pronto soccorso degli ospedali per la segnalazione e la gestione di eventuali casi sospetti. Protocolli che coinvolgono anche l’istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, riferimento a livello nazionale, e l’Ares 118. Perché i contagiati potrebbero arrivare in ambulanza. Cosa dovranno fare quindi gli infermieri per proteggersi? Nella riunione sono stati definiti i protocolli operativi in coerenza con quanto stabilito dal Ministero della Salute per gestire l’emergenza. Corsi di formazione sono già attivi nei Dipartimenti di emergenza. La prossima settimana partirà quello per i triagisti, coloro che assegnano nei pronto soccorso le classi di priorità ai pazienti. Una speciale scheda triage verrà consegnata per i casi sospetti di febbre emorragica, indicando l’area geografica di provenienza. Il medico di Emergency trasportato allo Spallazani è tornato dalla Sierra Leone, uno dei paesi dove l’epidemia è diffusa insieme a Guinea, Liberia, Senegal, Nigeria e Congo. Fortunatamente le analisi hanno rivelato che si tratta di malaria. E se fosse stato Ebola? Di qui il piano di coordinamento messo a punto dalla Pisana e che include, con un percorso dedicato, pure l’ospedale pediatrico Bambin Gesù.
Il protocollo sanitario ricalca in parte quello già seguito per l’emergenza Sars. Lo Spallanzani resta il perno del sistema e sarà pronto 24 ore su 24 per fornire consulenze agli ospedali romani e regionali e a quelli nazionali. Ogni caso che rientri nei criteri di attenzione sarà immediatamente trasferito qui. Se il medico consultato pensa di trovarsi di un fronte ad paziente con Ebola, avvertirà il reparto di malattie infettive di riferimento. Gli specialisti faranno una prima valutazione per escludere oppure confermare il sospetto. In questo caso contatteranno lo Spallanzani per la gestione del paziente, per il prelievo e l’invio di campioni di sangue. Se si tratterà del virus della febbre emorragica verrà immediatamente notificato al Ministero della Salute e alla Regione Lazio. Il dicastero, di concerto con l’Unione Europea, sta valutando di controllare negli aeroporti tutti i passeggeri che sbarcano dai paesi a rischio. A Fiumicino sono cinque gli interventi su casi sospetti di Ebola in un mese. Tutti turisti in arrivo dalla Nigeria, poi risultati negativi. Ora è in costruzione un bunker anti-Ebola separato dalle aerostazioni.
Intanto la Fao, che aumenterà da 5 a 15 gli inviati in Africa occidentale, a chi torna nella sede a Roma raccomanda, «di controllare la temperatura due volte al giorno» e, se c’è qualche problema, consiglia «di rimanere a casa o in albergo, contattando il numero speciale del servizio medico in modo da prendere le misure necessarie e non interagire con altre persone».

Roma, 10 ottobre 2014
di Alessandra Zavatta
Fonte Il Tempo
A.L.