Ebola, dipendente Onu morto a Lipsia. Allarme Oms: 9mila casi, 4.500 vittime

Ebola medical training in SpainContinua ad allargarsi il virus ebola: il dipendente delle Nazioni unite ricoverato in Germania dopo avere contratto il virus è deceduto. Lo ha annunciato l’ospedale dov’era in cura. Il dipendente Onu, di origine sudanese, era stato ricoverato giovedì scorso a Lipsia, nella Germania orientale: aveva contratto il virus in Liberia. “Il paziente malato di febbre Ebola è morto nella notte alla clinica Saint Georges a Lipsia”, ha annunciato il nosocomio.

Il totale dei casi è salito a 8.914 e raggiungerà i 9mila entro la settimana. I decessi sono saliti a 4.447, secondo il bilancio fornito dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Entro dicembre di quest’anno i casi potrebbero salire fino a 10mila infettati alla settimana in Guinea, Sierra Leone e Liberia. Il vicedirettore generale dell’Oms Bruce Aylward ha dichiarato che se non verrà intensificata la risposta all’epidemia entro 60 giorni sarà necessaria affrontare una spirale crescente di casi. Nelle ultime quattro settimane, ha precisato Aylward, si sono verificati circa mille nuovi casi alla settimana anche se questa cifra potrebbe essere maggiore considerando i casi solo probabili e non ancora confermati. Per invertire il corso dell’epidemia, l’Oms punta ad avere il 70% dei casi isolati entro dicembre.

MALORE A BORDO, AEREO ATTERRA A FIUMICINO – Un aereo della Turkish Airlines decollato da Istanbul e diretto a Pisa è atterrato a Fiumicino con la procedura di emergenza richiesta dal comandante dopo il malore di una donna e la figlia di 4 anni. Sono scattate le procedure per l’emergenza Ebola: madre e figlia sono state trasferite allo Spallanzani, ma dai primi accertamenti non sarebbero stati riscontrati sintomi riconducibili all’Ebola.

COLLETTE ONLINE – Pur essendo uno dei centri di ricerca più prestigiosi negli Usa, che tra le altre cose ha contribuito alla scoperta di ZMapp, il siero anti Ebola, anche lo Scripps Research Institute in California ha bisogno di fondi: i ricercatori hanno lanciato una colletta on line attraverso il sito di crowfounding Crowdrise per raccogliere 100mila dollari per poter acquistare uno strumento fondamentale per il lavoro di ricerca.
In rete ci sono diversi altri appelli per raccogliere fondi correlati a Ebola. Ad esempio gli amici di Ashoka Mukpo, il cameraman della Nbc che ha contratto il virus in Liberia, hanno lanciato GoFundMe per pagare i suoi conti medici, che potrebbero arrivare a 500mila dollari.

FARMACO CINESE – Una casa farmaceutica cinese ha sperimentato un farmaco che può curare il virus ebola, ha dichiarato il Sihuan Pharmaceutical Holdings Group, che ha legami con l’esercito cinese, spiegando che manca solo l’approvazione della Chinese Food and Drug Administration (CFDA). Un via libera che potrebbe arrivare, secondo il presidente di Sihuan, Che Fengsheng, “prima della fine dell’anno”.

IL PAZIENTE ZERO – Almeno 70 membri del personale dell’ospedale Texas Health Presbyterian di Dallas sono state coinvolte nella cura di Thomas Eric Duncan, il paziente zero colpito dal virus ebola e morto giovedì scorso. Lo riportano le cartelle cliniche fornite all’Associated Press. L’elevato numero di persone nel team medico riflette lo sforzo dell’ospedale texano per salvare la vita a Duncan ma suggerisce anche che potrebbero esserci molte altre persone esposte al virus mentre il paziente era in isolamento. Tra queste c’è Nina Pham, l’infermiera 26nne risultata positiva al test dell’ebola: si tratta del primo caso di contagio in Usa.

CONTROLLI A HEATROW – Parte oggi dall’aeroporto londinese di Heathrow l’ampliamento dei controlli sui passeggeri che arrivano dai Paesi dell’Africa occidentale colpiti dall’epidemia, ha annunciato ieri alla Camera dei Comuni il segretario della Sanità britannica Jeremy Hunt spiegando che il virus potrebbe raggiungere il Regno Unito.
“È probabile che l’ebola arrivi nel Regno Unito e una decina di casi potrebbero essere confermati nei prossimi tre mesi”, ha spiegato Hunt. Le nuove misure aeroportuali, che prevedono anche il controllo della temperatura e un questionario, cominceranno oggi da Heatrow ma entro la fine della settimana si amplieranno all’aeroporto di Gatwick e alle stazioni ferroviarie dell’Eurostar che collega Londra con Parigi e Bruxelles, scali internazionali per i voli dall’Africa. In questo modo, dovrebbe essere controllato l’89% delle persone che viaggiano nel Regno Unito da Liberia, Guinea e Sierra Leone.

INVIATECI LE VOSTRE DOMANDE – Come si trasmette il virus? E’ possibile il contagio da oggetti o animali? E come ci si protegge? Quando un malato è contagioso? Quanto dura il periodo di incubazione? E’ davvero il virus più pericoloso conosciuto? Cure e vaccini esistono? Quali rischi corrono le grandi città e le metropoli nel caso di un’epidemia? E ancora: un’epidemia in Occidente è uno scenario possibile?

A tutte queste domande e a tutte quelle inviate dai lettori risponderà in video la professoressa Cristina Mussini, primario di malattie infettive e docente all’Università di Modena, che sarà ospite di Quotidiano.net, in un’interivsta a cura di Alessandro Malpelo.

Lipsia, 14 ottobre 2014

QN

LCSO