Mancano veleni e boia, si rinvia l’esecuzione

pena di mortePur essendosi dotato di una camera della morte “state of the art” da oltre 100 mila dollari e dopo aver proclamato che “tutto è pronto” per ripartire con le esecuzioni il 13 novembre, lo stato dell’Oklahoma è stato costretto a un nuovo rinvio.

Oklahoma City – In un nuovo segnale di come il boicottaggio partito dall’Europa sui farmaci usati nell’iniezione letale stia sovvertendo dall’interno il sistema della pena di morte negli Usa, le autorità statali hanno posposto le prossime tre esecuzioni. La ragione: mancano i veleni e il personale medico sufficientemente addestrato a somministrare l’iniezione. “Abbiamo un nuovo protocollo e lo stato non vuole affrettarne l’applicazione. Il tempo addizionale richiesto per le tre esecuzioni permetterà la formazione del personale e di ottenere i farmaci necessari per attuarle”, ha spiegato l’avvocato dello stato Scott Pruitt chiedendo per i prossimi tre casi rinvio di 60 giorni.

La marcia indietro fa seguito all’inaugurazione in pompa magna della nuova camera della morte: giornalisti di tutto il mondo erano stati portati in visita dei locali e costretti ad “ammirare” il nuovo “tavolo operatorio” da 12.500 dollari e la sala dei testimoni in cui i posti per i rappresentanti della stampa erano stati più che dimezzati: da 12 a cinque. Per l’Oklahoma era come “rifarsi la faccia” dopo il clamoroso fiasco dello scorso aprile quando il condannato Clayton Lockett era passato per una agonia di 43 minuti prima di stramazzare sul lettino dell’iniezione. Charles Warner, che doveva seguirne la sorte il giorno dopo, era stato risparmiato in extremis e la sua esecuzione, fissata al 13 novembre, è stata adesso di nuovo rinviata assieme a quelle di Richard Glossip e John Grant, in calendario entro la fine dell’anno.

ats ans – Tio.ch