Perseguita e picchia l’ex moglie: condannato, ma per il tribunale non è stalking

violenza_domestica_original-2La moglie lo denuncia per stalking ma il tribunale lo assolve, condannandolo a tre mesi “solo” per il reato di lesioni. Così si è concluso ieri il processo di primo grado a carico di un professionista quarantunenne di Cazzago San Martino, Franciacorta. Il giudice Sara Micucci l’ha assolto dalla contestazione dell’articolo 612 bis del codice penale, ovvero atti persecutori, “perché il fatto non sussiste”. L’uomo, difeso dall’avvocato Gianbattista Scalvi, non ha però potuto evitare una condanna a tre mesi – pena sospesa con la condizionale grazie all’incensuratezza – per avere in un’occasione alzato le mani sulla consorte.

I fatti oggetto del giudizio si sono consumati nel 2010. A far da sfondo, un matrimonio naufragato e la volontà della donna di interrompere la relazione, dalla quale erano nati tre bambini. Incapace di accettare la rottura l’uomo, stando a quando denunciato dalla ex ai carabinieri, non l’avrebbe fatta più vivere, calandosi nei panni di uno stalker irriducibile e inscenando il più classico dei copioni recitati in caso di ossessioni. In base al racconto della signora, l’ex consorte non si dava pace. Pur di riallacciare l’unione per mesi l’avrebbe assillata e molestata con una serie di inquietanti appostamenti sotto casa. Intenzionato a forzare la situazione e a riprendersi la moglie, che pure nel frattempo si era rifatta una vita e ormai aveva un nuovo amore, il professionista sera dopo sera l’avrebbe attesa davanti all’ingresso dell’abitazione nel disperato tentativo di farla tornare da lui.

Con il trascorrere del tempo le richieste si sarebbero fatte sempre più insostenibili fino a sfociare in vere minacce di morte, estese persino al nuovo compagno di lei. «O ritorniamo insieme o ti ammazzo» si sarebbe sentita ripetere a ogni piè sospinto la vittima. La tensione tra i due ex coniugi, alle stelle anche per il contrastato affidamento dei figli – la famiglia era sostenuta dagli assistenti sociali – è sfociata pure in un episodio accertato di violenza fisica. Al culmine della rabbia, l’uomo ha infatti malmenato la ex riempiendola di lividi e spedendola al pronto soccorso. A riprova delle botte, la valutazione dei medici che hanno accertato una prognosi di una settimana. Un certificato che nel processo istruito nei confronti del professionista è valso come prova a carico. Di qui la condanna a tre mesi per lesioni.

Quanto all’accusa di stalking, il giudice ha assolto l’imputato. Le testimonianze della ex e di chi puntava il dito contro il quarantunenne non sono state ritenute sufficientemente credibili da inchiodarlo, tanto che pure il pm Eliana Dolce, in ordine agli atti persecutori, aveva chiesto l’assoluzione. Uno dei figli della coppia, infatti, aveva manifestato il desiderio di tornare sotto il tetto del padre.

Brescia, 14 ottobre 2014

Il Giorno

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