Ebola, l’infermiera contagiata ha viaggiato su un aereo con 132 passeggeri

aereoSecondo caso di contagio di Ebola in Texas, dove è risultata colpita dal virus Amber Vinson, una aiuto-infermiera che era entrata in contatto con il “paziente zero” morto la settimana scorsa. La donna a sua volta potrebbe avere contagiato altri. Aveva infatti viaggiato da Cleveland a Dallas su un aereo della Frontier Airlines il giorno prima di manifestare i sintomi.

I 132 passeggeri che erano insieme a lei sullo stesso volo sono già stati contattati. “Non avrebbe dovuto volare”, ha commentato il direttore dei Cdc, Tom Frieden, annunciando che in futuro il personale sanitario sotto controllo non potrà viaggiare su voli commerciali.

La situazione e le roventi polemiche sui sistemi di sicurezza che evidentemente non hanno funzionato a dovere, hanno costretto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama – che in mattinata aveva avuto una conference call su Isis e Ebola con i premier europei Matteo Renzi, Angela Merkel, François Hollande e David Cameron – a indire una riunione d’urgenza alla Casa Bianca, rinviando all’ultimo minuto gli impegni elettorali in Connecticut e in New Jersey per il voto di midterm.

Secondo il Consiglio di sicurezza Onu “la risposta della comunità internazionale all’Ebola ha fallito nel capire e affrontare in maniera adeguata l’entità dell’epidemia e dei suoi effetti”. Intanto il numero delle vittime continua a salire. Secondo l’ultimo bilancio dell’Oms, con i dati aggiornati al 12 ottobre, Ebola finora ha ucciso 4.493 persone su 8.997 casi registrati. Liberia, Sierra Leone e Guinea rimangono i Paesi più colpiti dall’epidemia. E nel Golfo persico si segnala il primo caso sospetto di contagio, a Dubai.

In Europa la crisi generata dall’epidemia del virus Ebola approda sul tavolo dei Capi di Stato e di Governo dell’Ue. Se ne parlerà nel vertice europeo programmato dalla presidenza italiana per giovedì 23 e venerdì 24 ottobre a Bruxelles. Domani, la riunione di coordinamento di alto livello che si svolge tra i responsabili della salute dei 28 Stati membri, sotto la guida del presidente e ministro della salute italiano Beatrice Lorenzin (che ha incontrato gli altri ministri italiani a Palazzo Chigi) punterà “a individuare quali sarebbero i possibili controlli da mettere in atto e come si possono coordinare”. Non essendo infatti una competenza comunitaria sono gli Stati membri che devono coordinare gli interventi.

Alla Gran Bretagna che il 9 ottobre scorso ha introdotto lo screening per il controllo di tutti i passeggeri che possono essere passati dall’Africa (in futuro anche per l’Eurostar) intanto si sono aggiunte anche la Francia, che intende attivare un dispositivo di ‘controllo’ dei voli provenienti dalle zone colpite, e la Repubblica Ceca (controlli verranno effettuati all’aeroporto di Praga, ha annunciato il premier Bohuslav Sobotka). Così dopo la riunione straordinaria di domani, presa su iniziativa di Lorenzin e del commissario europeo alla salute, Tonio Borg, il dossier passerà lunedì ai ministri degli affari esteri e le conclusioni saranno portate al vertice Ue.

L’intenzione è quella di rafforzare e rendere più efficaci i controlli in uscita dai tre Paesi focolai. Si ragiona anche sull’invio di volontari europei a patto di offrire loro garanzie sufficienti di essere evacuati, in caso di contagio, in tempi rapidi. Per questo motivo l’Unione europea lancia un appello a tutti gli Stati membri perché collaborino anche con militari, in missione civile, negli stati flagellati dall’epidemia.

Resta la speranza più concreta che arriva dai laboratori di tutto il mondo: sono in sviluppo una quindicina di farmaci e una decina di vaccini.

ATS – tio.ch

lc