La scabbia colpisce 8 poliziotti. Agenti con materiale «scaduto»

poliziaLa scabbia nei barconi fa festa, otto poliziotti contagiati dagli immigrati che sbarcano in Italia, vettori involontari della contagiosa infezione e di altre temibili malattie, tubercolosi ed Ebola. E tutto questo mentre il comparto registra altri tagli alla sicurezza, con mancanza di risorse che costringeranno i poliziotti ad “attaccarsi” allo spray, per igienizzare caschi scaduti o in scadenza, che devono essere ritirati entro domani, e giubbotti obsoleti, che dovranno fare giri di valzer, passando di testa in testa e di torace in torace, perché non ci sono i soldi per sostituirli.
Degli otto poliziotti contagiati dalla scabbia, uno è in servizio a Trieste, un paio a Padova. Tra questi ultimi una poliziotta ha contratto l’infezione durante la trasferta a un Cie di un immigrato di Crotone, che faceva parte di un grupppo di malati di scabbia che sono arrivati anche a Roma. Un pulman proveniente dalla Calabria è stato avvistato pure alla stazione Eur Fermi, segnalato dal tamtam dei residenti su facebook, allarme rilanciato dal Caop, Coordinamento azioni operative Ponte di Nona (Caop), periferia romana presidiate dalla piccola Hyundai guidata da Franco Pirina, che aiuta nonne e nipoti a rincasare la notte. L’altro poliziotto con la scabbia è in servizio presso la questura di Padova «e non sa nemmeno come se la sia presa», fatto «gravissimo questo» per Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, che ribatte sulla «mancanza di una cintura sanitaria». Immigrati vettori di malattie anche fuori dalle terre di sbarco del sud. Recentemente, racconta Tonelli «al porto di Genova alcuni clandestini, approfittando dello sbarco delle merci, si sono dati alla fuga da una nave proveniente dall’Africa dove erano nascosti. L’intervento immediato della Polizia di Frontiera – continua – ha permesso di fermare nel giro di poche ore tutti gli irregolari, ma il personale non era dotato dei previsti kit di protezione sanitaria. I poliziotti si sono quindi esposti a rischio per la salute, anche perché non è stato possibile stabilire nell’immediatezza quali e quanti porti del continente africano avesse toccato quella nave». Questa incertezza aumenta anche il rischio di trasmissione del virus Ebola. Gravissima la vicenda accaduta a La Spezia. «Qui – continua a raccontare Tonelli – il 14 ottobre 8 immigrati provenienti da Ghana, Gambia e Nigeria sono risultati positivi al test Tbc e quindi è stato disposto per questi soggetti il divieto di accedere agli uffici di polizia. Peccato però che i clandestini in questione erano sbarcati a La Spezia già da alcuni giorni e che fossero già venuti in contatto con miei colleghi della Questura e della Polizia Stradale».
E arriva la ciliegina sulla torta: la mancanza di protezioni. Con un taglio di 310 milioni di euro al Ministero dell’Interno, 230 milioni in meno per il dipartimento della pubblica sicurezza e altri 30 milioni in meno alle indennità degli agenti, ecco quindi che i poliziotti si preparano ad un inverno da brivido. E non solo per il freddo, tra divise distribuite a macchia di leopardo e servizi all’addiaccio in giro su volanti d’epoca -, ma anche e soprattutto di paura, vista la sempre minore garanzia di sicurezza sul lavoro.
«Come paventavamo, si stanno manifestando i frutti dei primi tagli a ricasco del personale – spiega ancora il segretario generale del Sap -. Una circolare spedita nei giorni scorsi ai Compartimenti Polfer Italiani dalla direzione centrale dei servizi tecnico-logistici, dispone nuovi criteri distributivi per quello che riguarda i Gap, i giubbotti antiproiettile per l’appunto. Entro domani buona parte di quelli in dotazione e prossimi alla scadenza andranno tassativamente ritirati e distribuiti i nuovi. La combinata anti trauma, il giubbotto con le protezione che secondo la normativa riguardante la sicurezza sul posto di lavoro dovrebbe essere obbligatoria, non viene fornita per mancanza di fondi: neppure il 5% degli uomini in servizio l’ha ricevuto. La cosa folle è che, ad esempio nel capoluogo emiliano, a fronte di 120 Gap ritirati ne arriveranno solo 9. E nel resto dei compartimenti le cose non vanno meglio». Il giro di tasche di cui parlò il Sindacato Autonomo a poche ore dall’incontro con il premier Renzi, il 7 ottobre, pare certezza. Giubbotti antiproiettile e caschi sono ormai merce di lusso nei vari reparti.

Roma, 16 ottobre 2014
di Grazia Maria Coletti e Silvia Mancinelli
Fonte Il Tempo
A.L.