Parma, dopo l’alluvione si torna lentamente alla normalità

parmaContinua il lavoro dei soccorsi e dei volontari mentre il Governo garantisce i fondi per le casse sul Baganza. Le linee telefoniche e internet hanno ripreso a funzionare. Il sindaco ringrazia la città: “Orgoglioso dei giovani parmigiani”. Le persone coinvolte sono 20mila in tutto il Parmense, una trentina gli sfollati

Lento e graduale ritorno alla normalità a Parma dopo l’alluvione che lunedì ha devastato la zona sud della città.

Una buona arriva da Roma dove il “ministro ha confermato l’impegno per lo sblocco dello stanziamento degli 8 milioni per la realizzazione della cassa d’espansione del torrente Baganza e che si lavorerà da subito per identificare ulteriori risorse il cui ammontare è in via di definizione da parte di Regione e Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po)” srivono i parlamentari Pd Patrizia Maestri, Giuseppe Romanini e Giorgio Pagliari dopo un incontro con il delegato all’Ambiente Gian Luca Galletti che “conosce bene la gravità del dissesto idrogeologico che affligge la provincia di Parma”.

Martedì sera il sindaco Federico Pizzarotti ha nuovamente visitato – insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Michele Alinovi – l’area più colpita dall’esondazione del torrente Baganza.

Via Po, dove i pazienti dell’ospedale Piccole Figlie, completamente allagato, sono stati trasferiti all’ospedale Maggiore. Piazzale Fiume, dove ha subito gravi danni anche il ricovero per anziani Villa Parma. E poi via Varese, via Baganza, la zona della Navetta, dove è crollato il ponte pedonale, e il quartiere Montanara.

Sul conteggio dei danni, per cui il sindaco intende chiedere lo stato di calamità naturale, afferma: “Confido nell’intervento della Regione e del Governo, usciremo con un modulo di autocertificazione dei danni, per snellire il processo di quantificazione dei danni, appunto, e di accesso alle risorse disponibili”.

Dall’unità di crisi riunita in via del Taglio affermano che i servizi essenziali sono prossimi al ripristino totale, così come la rete elettrica urbana. A comunicarlo è il capo di gabinetto della Prefettura Luigi Swich. La rete telefonica fissa – ha continuato il viceprefetto – è in piena attività, quasi completo il recupero della rete mobile. Gli unici problemi di energia elettrica si hanno negli edifici dove nei piani inferiori è ancora presente acqua che fa scattare il salvavita.

Sono tredici le famiglie in città sfollate in seguito all’esondazione del Baganza. Trentasei le persone fatte evacuare invece da Villa Parma. “Vista la situazione attuale, il numero dei volontari dispiegati, circa 400, è sovrabbondante e verrà ridotto”, ha detto Swich, ricordando che al lavoro per aiutare la città infangata ci sono anche molti giovani studenti dei licei. Le automobili rimaste intrappolate nell’esondazione vengono portate al Cal di strada dei Mercati, quelle ancora bloccate verranno rimosse dai vigili del fuoco.

Problemi invece a Calestano, dove la rete telefonica è ancora interrotta e manca l’acqua potabile per delle perdite verificatesi nella rete idrica.

Nel primo pomeriggio di mercoledì viene diramato anche il cessato l’allarme piena per i fiumi Parma e Baganza, sui quali resta attivo lo stato di attenzione e il continuo monitoraggio. Tutti i corsi d’acqua nelle province di Parma, Reggio Emilia e Modena stanno tornando ai livelli di normalità.

VIDEO DALL’ELICOTTERO: PARMA SOMMERSA

Maurizio Mainetti, direttore della Protezione civile regionale, ha fatto sapere che tra Parma e il vicino Appennino sono circa 20mila le persone “coinvolte da danni e gravi disagi”. Al momento si contano anche una decina di famiglie sfollate, tra la città e i paesi in collina, per un totale di 30-35 persone. “Per i Comuni maggiormente colpiti c’è l’impegno della Regione a sostenere gli interventi più urgenti, soprattutto l’assistenza alla popolazione, il ripristino di servizi di pubblica utilità come acqua e gas e la riapertura di strade”.

Mainetti ha raccomandato a chi vuole aiutare a spalare di “rivolgersi alle organizzazioni di volontariato” che sono collegate alla Protezione civile. Chi fa da sè – ha spiegato – manifesta una “gran buona volontà, ma se il meccanismo e le squadre non sono organizzate e non ci sono indicazioni per la loro sicurezza, non c’è un intervento ordinato in base alle richieste dei cittadini e a volte la buona volontà può tradursi in interventi caotici”.

Sono circa 300 gli uomini e le donne della Protezione civile provenienti da tutta l’Emilia Romagna, che, insieme a tanti volontari, non si sono fermati un attimo e hanno continuato a spalare fango, svuotare cantine, cortili, case al pian terreno.

Affiancati da forze dell’ordine, vigili del fuoco e anche dai militari dell’esercito, arrivati ieri notte su richiesta della prefettura. Le squadre dei pompieri finora hanno realizzato 162 interventi. Una squadra del reggimento Genio guastatori paracadutisti dotata di quattro motopompe sta aiutando allo svuotamento dei locali invasi dall’acqua.

Importante anche la presenza di Iren operativa 24 ore su 24 più di 110 tecnici per assicurare il ripristino dell’erogazione dell’energia elettrica nelle zone interessate dall’alluvione, per garantire la continuità dell’erogazione del gas e dell’acqua potabile e per assicurare le attività di sgombero dei rifiuti e di pulizia delle strade. Tutto il materiale alluvionale raccolto su strada e frutto dello sgombero delle abitazioni danneggiate viene concentrato al Cornocchio per l’avvio a smaltimento e a recupero di materia.

Apposite squadre sono in attività nella zona della città colpita dall’alluvione per la raccolta dei rifiuti ingombranti a domicilio che devono essere esposti dai cittadini su strada e contrassegnati come materiali destinati allo smaltimento con la scritta “per Iren” onde evitare che vengano gettati oggetti esposti ad asciugare.

Il numero verde del pronto intervento acqua, gas ed elettricità 800 343434800 343434 è a disposizione dei cittadini per ricevere segnalazioni di guasti e irregolarità del servizio, mentre il numero verde dei servizi ambientali 800 212607800 212607 è attivo per fornire informazioni sulle modalità di gestione dei rifiuti.

IL VIDEO: VIA TARO SOMMERSA DALL’ACQUA
FOTO: I VOLTI DELLA PROTEZIONE CIVILE
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LE ORE DELL’ALLUVIONE: FOTO

FOTO: I SOCCORSI LA NOTTE DELL’ALLUVIONE
VIDEO: VOLONTARI AIUTANO A SPALARE

Pizzarotti ha voluto ringraziare tutti i parmigiani: “La città ha risposto bene, sono orgoglioso dei giovani di Parma”. Grazie alla collaborazione di tutti la situazione sta tornando lentamente alla normalità.

TUTTE LE INFORMAZIONI DAL COMUNE

Le linee telefoniche tra la serata di martedì e mercoledì mattina hanno ripreso a funzionare, dopo che la centralina della Telecom, che si trova proprio alla confluenza tra i torrenti Parma e Baganza, è rimasta sott’acqua e ha mandato in tilt la comunicazione di tutta l’Emilia occidentale: il blackout si è esteso su tutto il territorio tra Piacenza e Modena.

Telecom ha fatto sapere che l’impianto è avviato “verso la piena funzionalità, dopo circa 36 ore di lavoro ininterrotto che ha visto impegnati tecnici dell’azienda, vigili del fuoco e personale della Protezione civile”.  Ammontano ad oltre un milione di euro “i danni provocati agli apparati, agli impianti di condizionamento e di energia, alla rete di accesso e allo stabile, dalla notevole quantità di acqua e di fango che si è riversata all’interno dell’edificio dove sono installati nodi strategici della rete fissa e mobile della zona”.

“Ci sono delle criticità temporanee – conclude Pizzarotti –  I tanti rifiuti ammassati dagli svuotamenti delle cantine e delle case hanno dei rallentamenti nel ritiro, a causa della velocità con cui sono stati raccolti. Iren sta recuperando mezzi dalle province limitrofe, verranno attivati entro sera. Da domani verranno attivati bagni chimici e un punto ristoro della protezione civile. Si è sfondata una fogna, a causa del tanto fango, e stiamo approntando un piano d’emergenza per ripristinare la situazione. È il momento più critico e serve pazienza e determinazione”.

In tarda serata lo sfogo contro chi “sta dicendo che l’allerta non sarebbe stato emanato in tempo. In questi momenti tanti sono tentati di trovare colpevoli o pensano che emergenze di questo tipo i soccorsi siano tarati per qualsiasi impatto. Io dico che per gli sciacalli, di ogni tipo, a Parma non c’è spazio”.

E ricorda che i soccorsi stanno lavorando alla “più grande emergenza idrica mai gestita a Parma. Persone, dipendenti comunali, di società collegate, delle forze dell’ordine, che lavorano incessantemente da 3 giorni, che dovremmo solo ringraziare. Ma i numeri da gestire enormi, più di 1000 numeri civici impattati, per circa 9000 famiglie, è del tutto evidente che serve tempo per chiudere tutte le esigenze ed emergenze da gestire. Facciamo prevalere la riconoscenza di chi lavora per tutti noi”.

Repubblica.it