Riina decise di uccidere i giudici Falcone e Borsellino già nel 1987

falcone borsellinoPer il collaboratore di giustizia Balduccio Di Maggio il boss decretò cinque anni prima la sentenza di morte nei confronti dei due magistrati e del sindaco Leoluca Orlando

Giovanni Falcone, e Paolo Borsellino erano nel mirino di Cosa nostra già dal 1987, insieme al sindaco di Palermo Leoluca Orlando. In quell’anno Totò Riina convocò una riunione della commissione provinciale per comunicare: “Falcone e Orlando devono morire”. Lo ha rivelato il collaboratore di giustizia Balduccio Di Maggio deponendo davanti alla Corte d’assise di Caltanissetta dove si sta celebrando il processo ‘Borsellino quater’. Dopo aver ripercorso la sua carriera all’interno di Cosa nostra e i contrasti avuti con la famiglia Brusca in occasione della sua reggenza ai vertici della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, Di Maggio ha raccontato di una riunione convocata da Riina poco prima delle elezioni politiche del giugno 1987: “Dovevamo dare uno schiaffo morale alla Dc dando i voti al Partito socialista – sono le parole del collaboratore di giustizia – e dopo questo discorso Riina disse: ‘Devono morire Falcone e Leoluca Orlando, come e quando si vedrà. In quell’occasione fece pure il nome di Borsellino”.

I progetti di morte nei confronti di Borsellino furono oggetto di una seconda riunione inquadrata temporalmente da Di Maggio “dopo l’estate del 1987”. Il pentito ha raccontato: “Mi fu ordinato di controllare Borsellino, Riina mi disse che c’era da fare un favore alla famiglia di Trapani”. Infine, Di Maggio è tornato sul suo contributo alla cattura di Riina, avvenuta il 15 gennaio 1993: “Dopo il mio arresto mi fecero conoscere il capitano ‘Ultimo’, cui diedi indicazioni su alcune persone da tenere sotto controllo per arrivare alla cattura di Riina”.

Il Sito di Palermo