Tempesta di neve sull’Himalaya: 24 morti, quattro italiani bloccati in un campo base

manaslu_himalayaRischia di aggravarsi di ora in ora il bilancio delle vittime fra gli escursionisti sorpresi nel Nord del Nepal da una violenta bufera di neve che ha interessato il massiccio himalayano dell’Annapurna.

Alla tempesta, con venti che hanno superato i cento chilometri orari, si sono aggiunte le valanghe, come quella che si è staccata dal Thorang La, il passo a 5416 metri. Il valico collega il villaggio di Manang (3540 metri) con il tempio di Muktinath, 300 metri più in alto e l’abitato di Ranipawa. Località e passo toccati da uno dei più famosi e seguiti percorsi di trekking nell’area himalayana.

Ieri il numero delle vittime accertate era di 24 persone di varie nazionalità, 12 stranieri, quattro canadesi, tre israeliani, tre polacchi, un indiano e un vietnamita. Nelle prime ore di questa mattina alcune agenzie hanno parlato di 32 morti; centinaia sono comunque ancora i dispersi. Le operazioni di ricerca sono in corso nel distretto di Mustang. Una spessa coltre di neve e le valanghe avrebbero bloccato buona parte dei sentieri e costretto i turisti a cercare riparo in rifugi di fortuna. Proprio per questo si parla ancora di «dispersi» e non di vittime accertate.

Il direttore dl Soccorso alpino valdostano Adriano Favre e altri tre italiani sono intanto bloccati in un campo base a 5 mila metri di quota proprio sotto l’Annapurna. Raggiunto telefonicamente dai cronisti delle edizioni dei Tg regionali della Valle d’Aosta, l’alpinista ha raccontato di una tempesta in corso ormai da 30 ore di seguito. L’uomo ha anche detto di avere dato ospitalità nella sua postazione a sei persone scampate alle valanghe e di essere circondato da una distesa di neve appena caduta e alta un metro e venti : «Abbiamo soccorso gruppi di trekker naufragati in queta tempesta di neve – ha specificato l’alpinista – Ora stiamo cercando quanto meno di evacuarli poichè non sono attrezzati per questo genere di intemperie e hanno un tragitto estremamente rischioso per scendere a valle. Ci vorrà ancora una settimana per riuscire a scappare di qui» .

Roma, 16 ottobre 2014
Fonte La Stampa
A.L.