Troppe spese, niente libro di Geografia, ma tante fotocopie e appunti. I genitori protestano

scuolaTroppe spese per le famiglie, sparisce il libro di Geografia dalla lista dei testi scolastici da acquistare. O almeno così accade per buona parte degli studenti delle scuole medie Andrea Costa. È la legge, si dirà riferendosi alla normativa che impone un tetto annuale di spesa per i libri. Ma visto che Geografia va studiata comunque, la soluzione qual è? Fotocopie, rigorosamente in bianco e nero, distribuite dagli insegnanti, spesso ‘tagliate’ in alcune parti fondamentali oppure dossier preparati dai professori, disponibili online sul registro elettronico, ma che spetta agli studenti stampare, a colori, se proprio proprio vogliono continuare a studiare sulla carta.

«Preferivo spendere 20 euro in un testo scolastico più che diverse decine in cartucce per la stampante a colori», conclude Annalisa Gagliano, mamma di una studentessa della seconda media. «La professoressa di geografia sta ‘impazzendo’ a distribuire fotocopie, che puntualmente i ragazzi perdono – racconta –. Quando sono mal fotocopiate, è stato detto loro semplicemente di non studiare le parti con i periodi troncati a metà. Ma come si fa a studiare Geografia in bianco e nero? Se il problema è il budget, perché ho speso 100 euro per il materiale di Educazione artistica o 14 euro per le prime stampate a colori delle dispense di Geografia?». Secondo Gagliano, anche altri genitori hanno sollevato il problema e i rappresentanti di classe hanno proposto di procedere all’acquisto del libro di Geografia.

«È stato detto però che se non lo prendiamo tutti, il libro non può essere ‘adottato’ dalla classe – aggiunge –. Eppure ci eravamo presi anche un tacito impegno di sopperire a eventuali mancanze di quelle famiglie che, per motivi economici, non potevano acquistare anche quel libro». «Comprendo la reazione dei genitori, uno tra l’altro mi ha già chiesto un incontro che avverrà venerdì (domani, ndr) – spiega la preside delle Andrea Costa, Loretta Salaroli –, ma credo che sia dettata dal fatto che non hanno avuto la possibilità di vedere il lavoro fatto a monte per preparare il materiale. L’anno scorso, quando già si decise di non adottare il libro di Geografia nelle seconde classi, fu fatto un buon lavoro. Tutti gli insegnanti della materia hanno deliberato di non adottare il libro che si dimostrava, tra l’altro, poco aggiornato da un punto di vista sociopolitico». Ma la ragione della mancata adozione, riportata anche sul sito internet della scuola, è economica: il tetto di spesa (117 euro per le seconde medie) era stato raggiunto. «La circolare ministeriale che ricorda il tetto di spesa invita sempre più a usare libri misti, non solo cartacei e quelli elettronici – continua la preside –. Nella scuola ci sono già delle non adozioni in atto, come il libro di Musica e di Educazione motoria. Un gruppo di insegnanti è al lavoro per preparare contenuti, fotocopie, ‘fascicoletti’ o software da mettere a disposizione degli studenti. Il libro di testo è solo uno degli strumenti a disposizione dell’insegnante, anche se importante. In ogni caso, il materiale cartaceo verrà fornito dalla scuola; non posso far adottare un testo ora quando il Ministero mi vieta anche di fare la lista dei ‘consigliati’».

Imola (Bologna), 16 ottobre 2014

Il Resto del Carlino

LCSO