Matera è Capitale Europea della cultura 2019. Vendola <>

nichi vendolaNei giorni scorsi il Governatore Nichi Vendola aveva dichiarato «Comunque vada Lecce ha vinto», aggiungendo che il capoluogo salentino è «cuore pulsante di un’idea innovativa e creativa di Puglia, è icona vitale di un Sud reattivo e non lamentoso, è l’ambizione di essere non finibus terrae ma ingresso e incubazione di una patria inclusiva».

E’ stato notevole l’impegno delle associazioni impegnate a dare vita a dei progetti che coinvolgessero i cittadini, dai più giovani ai più anziani, per valorizzare il territorio e puntare ad ottenere il prestigioso riconoscimento.

Ma sulla candidatura di Lecce si sono anche levate numerose critiche, da parte di chi ha accusato le istituzioni, ma anche i comportamenti di diversi cittadini, di non sapersi prendere cura del territorio. Tra queste critiche, quella del Comune di Lecce, che ha approvato la costruzione di un centro commerciale e un mega-parcheggio in un’area archeologica, nella zona della ex Caserma Massa, e le periferie lasciate nel degrado.

Un’osservazione critica che tocca la cittadinanza riguarda diversi aspetti. Tra questi la mancanza di consapevolezza del valore del patrimonio culturale di Lecce, della conoscenza storica; ma soprattutto per la cattiva abitudine di gettare rifiuti dove capita, o di imbrattare, anche monumenti storici. Senza contare i, sia pur rari, atti vandalici anche in pieno centro.

Ad ogni modo anche la critica offre un’occasione di crescita. Ma pur nei contrasti che siano potuti venir fuori tra chi era favorevole a questo riconoscimento e a chi pensava che Lecce non lo meritasse, tutto questo ha alimentato dibattiti e ha fatto venir fuori diverse idee sulla “culturalità”, è stato anche un modo per guardarsi allo specchio. Che Lecce meritasse o meno questo importante riconoscimento, sicuramente il solo fatto di lavorare duramente per ottenerlo ha portato sicuramente ad una sensibilizzazione della popolazione e a delle attività che sicuramente hanno contribuito alla cultura del territorio. Più che il risultato è stato importante il percorso intrapreso e l’entusiasmo per le attività svolte. E oggi è un nuovo inizio.

Molti cittadini leccesi e provenienti da comuni limitrofi, ma anche stranieri che vivono e lavorano a Lecce, che sentono Lecce come parte di loro, hanno atteso il verdetto al Museo Must di Lecce, dove hanno seguito la diretta sulla proclamazione. Il clima era molto effervescente e speranzoso, un po’ come si attende la finale dei Mondiali di calcio.

«Abbiamo grandi speranze – ha dichiarato durante l’attesa Tecla Romano, di Puglia Smartlab – Comunque sia sarà un successo, perché siamo riusciti a tenere insieme diverse persone con esperienze diverse, è stata comunque una bella sfida».

«Siamo molto fiduciosi – aggiungeva Valentino Vergori, un cittadino leccese che seguiva la diretta al Must – l’atmosfera è calda, un po’ tesa, ma noi ci rilassiamo godendoci questo meraviglioso barocco e questa giornata estiva, praticamente».

Lecce accetta a malincuore il verdetto che ha premiato un’altra splendida città del sud, un tempo considerata “vergogna nazionale” e che oggi invece è Capitale europea della cultura 2019. Ma Lecce può contare su tutte le risorse e tutto il meglio che è riuscita tirare fuori in tutti questi mesi e contare su queste capacità per continuare a crescere culturalmente.

Lecce, 17 ott

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