Sanità, il 26% dei reparti maternità a rischio chiusura

1617837-ospedaleIn Italia ci sono 133 strutture ospedaliere che effettuano meno di 500 parti l’anno e che non rispettano quindi il parametro minimo fissato dai nuovi standard ministeriali. Lo evidenzia il Rapporto Esiti 2014, su un totale di 521 ospedali presi in considerazione. Le Regioni con più strutture sotto la soglia di “sicurezza” sono Campania, Sicilia e Lazio.
Uno degli indicatori più importanti, infatti, è quello che riguarda il volume di ricoveri per parto dove ancora molte strutture non raggiungono gli standard. E’ stato dimostrato i centri con un numero di nascite maggiori garantiscono migliori risultati per la salute delle donne e dei bambini. Il regolamento del Ministero della Salute sugli standard rimanda all’accordo Stato Regioni che, già nel 2010, prevedeva la chiusura delle maternità con meno di 500 parti.

Oltre metà fratture femore operata in ritardo – Solo il 45,7% delle fratture di femore nell’anziano sono state operate nel 2013 entro le 48 ore, lo standard previsto entro cui si riducono mortalità e complicanze per il paziente. Rispetto al 2008, quando la proporzione era del 28,7%, si è registrato un significativo miglioramento, anche se si è ancora al di sotto dello standard atteso, superiore all’80%. Osservata, inoltre, una notevole variabilità intra e interregionale.

La proporzione di fratture di femore sopra i 65 anni di età operata entro due giorni è passata dal 28.7% del 2008 al 45.7% del 2013, restando però ancora al di sotto dello standard atteso, superiore all’80%. Il parametro delle 48 ore è importante da rispettare perché si riducono la mortalità e le complicanze per il paziente.

Sulla base dei dati di mortalità a un anno, si stima che il numero di decessi prevenuti in questo periodo, grazie all’anticipazione dell’intervento, è di circa 6000. A fronte pero’ di un valore nazionale medio del 45.7%, anche in questo caso si osserva una notevole variabilità intra e interregionale con valori per struttura ospedaliera che variano da un minimo del 10% ad un massimo del 90%. La performance più favorevole l’ha registrata l’Ospedale di Merano con l’89,9% (su 110 interventi annui), seguito dall’Ospedale S. Croce Castelnuovo di Garfagnana in Toscana con l’89,6% (77 interventi) e dall’Ospedale di Cle’s (Pa Trento) con l’87,9% su 104 operazioni. L’esito più sfavorevole l’ha registrato, invece, l’ospedale Barone Romeo Patti in provincia di Messina con il 10% di operazioni (su un totale di 63) effettuate entro le 48 ore, preceduto dall’Ospedale S. Francesco di Nuoro con il 10,1% (su un totale di 117 operazioni) e dall’Ospedale A. Fiorini di Terracina con il 10,2% su 185 interventi.

Roma, 20 ottobre 2014
TGCOM
A.L.