Schettino querela due volte la moldava Domnica: «Ha mentito»

SchettinoL’ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, tramite i suoi legali, ha presentato due denunce contro la moldava Domnica Cemortan alle procure di Grosseto e Torre Annunziata (Napoli) in relazione alle affermazioni che la ex hostess e ballerina di Costa Crociere ha fatto di recente. Lo si è appreso dagli stessi difensori di Schettino a margine dell’udienza odierna al processo di Grosseto.

Una denuncia è per diffamazione, l’altra per falsa testimonianza sotto il profilo della reticenza. Nel primo caso Schettino ha denunciato la Cemortan in particolare per le sue frasi riguardanti il presunto arrivo di un elicottero sul ponte della nave per trarre in salvo Schettino. Nell’altra denuncia si fa rilevare alla magistratura inquirente che la moldava ha fatto affermazioni pubbliche su circostanze non riferite al processo, quando ha testimoniato. Tra i fatti detti in pubblico e che sono sembrati nuovi quello di un borsone prelevato dalla nave nei momenti drammatici del naufragio e portato via su indicazione della compagnia.

Il processo Per le conseguenze psicologiche e psichiatriche sulle vittime «il naufragio della Costa Concordia è un evento paragonabile soltanto all’attentato delle Torri Gemelle. Nessuno può negare che l’affondamento di una nave, imprevisto e imprevedibile, al buio, in mare, con migliaia di persone a bordo, sia solo confrontabile con l’attentato dell’11 settembre a New York». Lo ha detto lo psichiatra Giuseppe De Girolamo, consulente di numerose parti civili al processo di Grosseto, dopo aver testimoniato sugli effetti psichici del naufragio su una serie di passeggeri da lui studiati. De Girolamo ne ha parlato dopo l’udienza, dopo aver illustrato in aula le patologie riscontrate ai naufraghi del Giglio. Descrivendo la sindrome post traumatica da stress in relazione al naufragio, De Girolamo ha detto che dopo l’evento alcuni naufraghi hanno provato intensa paura, senso di impotenza, orrore. Poi hanno sviluppato un altro gruppo di sintomi come ricordi intrusivi dettati dalla memoria del naufragio, sogni paurosi, in alcuni casi flash-back improvvisi estranei alla situazione contingente in cui si trovavano, dissociazioni. Ulteriormente, ha ancora spiegato il professore, si sono osservati fenomeni di «evitamento cioè l’evitare di frequentare amici e parenti nel timore possano far loro delle domande mossi dalla curiosità indubbia per il naufragio vissuto dal congiunto o conoscente» e «perdita di aspettative positive verso il futuro». In altri gli strascichi post naufragio hanno prodotto «un esagerato stato di vigilanza, irritabilità, continuo stato di allarme» rispetto alla realtà esterna. Alcuni bambini invece fanno inquietanti disegni di navi e sviluppano paure all’apparenza non motivate ma collegabili all’evento del Giglio.

Roma, 20 ottobre 2014
Fonte il Messaggero
A.L.