“Spese pazze”, imputazione coatta per due assessori ed il segretario regionale del PD

USNXNHWE6180-k0dD-U104065638272gkB-640x320@LaStampa.itSpese pazze in Regione, imputazione coatta per una decina di ex consiglieri regionali del Piemonte nell’inchiesta sui «rimborsi facili». Il gip Roberto Ruscello ha respinto la richiesta di archiviazione e i pubblici ministeri dovranno chiedere il rinvio a giudizio degli interessati. L’udienza preliminare, che sarà celebrata da un altro giudice, stabilirà se dovranno essere processati o no. Coinvolti anche il vicepresidente e assessore al Bilancio Aldo Reschigna (Pd), l’assessore Monica Cerutti (Sel, Pari Opportunità) e il segretario regionale del Pd Davide Gariglio. Chiamparino ha annunciato che confermerà la fiducia alla squadra. Respinta la richiesta di archiviazione anche per Fabrizio Comba, Giampiero Leo, Gianluca Vignale, Luca Pedrale, Eleonora Artesio, Stefano Lepri, Angela Motta. Il giudice ha ravvisato la mancanza di correlazione delle spese con le attività istituzionali svolte o gli impegni politici connessi al gruppo, in particolare quelle per pranzi e cene. Stesso nodo cruciale delle condanne già inflitte ad altri ex consiglieri regionali nell’ambito dell’inchiesta “Rimborsopoli”. Le linee guida per capire quali rimborsi erano ammissibili si trovano nelle motivazioni delle condanne per Gabriele Moretti, Roberto Boniperti, Valerio Cattaneo e Carla Spagnuolo. Il giudice era stato chiaro: nello stipendio dei consiglieri sono già contemplate le esigenze di mangiare e di spostarsi. Disposta dunque un’ulteriore udienza per l’imputazione coatta per peculato per tutti i consiglieri risparmiati dalla Procura, tranne Mercedes Bresso, Nino Boeti, Giuliana Manica Rocco Muliere, Gianni Ronzani e Gianna Pentenero le cui posizioni sono state archiviate .

di MASSIMILIANO PEGGIO
Torino, 20 ottobre 2014
Fonte La Stampa
A.L.