Morte Pantani, Vallanzasca sentito in carcere per 6 ore: stilata lista di 10 nomi

vallanzasca-defaultRenato Vallanzasca, l’ex capo della mala milanese, è stato sentito come teste dai carabinieri, su delega dei pm di Forlì nell’ambito delle indagini sulla morte di Marco Pantani. Il Bel René aveva raccontato di aver sentito, in carcere, voci riguardanti un presunto complotto ordito ai danni del Pirata.

A differenza di quello che fece col pm di Trento Bruno Giardina e poi con la mamma di Marco Pantani, Vallanzasca, che fu capo della banda della Comasina e poi pluriergastolano, ha risposto ai carabinieri che lo hanno sentito su delega del pm di Forlì- Cesena, Sergio Sottani che ha riaperto il caso che fu archiviato sul presunto complotto ordito ai danni del Pirata per alterarne le analisi del sangue del 5 giugno ’99 a Madonna di Campiglio e escluderlo dal Giro d’Italia che stava dominando.

Dal fitto riserbo che circonda l’indagine forlivese si apprende solo che le indagini ora cercano i primi riscontri alle nuove dichiarazioni del bel René. Vallanzasca sostenne all’epoca di essere stato avvicinato in carcere a Opera (Milano) da uno sconosciuto sedicente membro di un clan di camorra. Il quale lo avrebbe invitato a puntare milioni sul Giro d’Italia ma non su Pantani. ”Non mi permetterei mai di darti una storta. Non so come, ma il pelatino non finisce la gara” disse.

Suggerimento insistito, anche mentre il Pirata dominava il giro. Il 5 giugno 1999, l’affondo: ”Visto? Il pelatino e’ stato fatto fuori. Squalificato”.

“Confermo che Renato Vallanzasca e’ stato sentito, quattro ore ieri e due oggi, nel carcere dove si trova ristretto. E che ha parlato di quanto accaduto nel giugno del 1999”. La conferma arriva direttamente dal procuratore di Forli’ Sergio Sottani che ha riaperto il caso inerente l’esclusione di Marco Pantani dal giro d’Italia 1999 che stava dominando.

Precisato inoltre dalla procura forlivese che, risaliti al carcere dove all’epoca dei fatti era detenuto Vallanzasca, quello di Novara, e al braccio della struttura carceraria dove si trovava la sua cella, gl’inquirenti sono stati in grado, partendo dai 260 detenuti in quel momento presenti, di stilare una lista di dieci nomi. Lo stesso Vallanzasca, una volta letta la lista, avrebbe confermato, senza farne il nome, che al suo interno si trova il nominativo del camorrista che gli fece il “regalo”. A questo punto le indagini proseguono, sentendo i dieci personaggi inseriti nella lista.

Cesena, 21 ottobre 2014

Il Resto del Carlino

LCSO