Opera di Roma, “Io, licenziato per l’intervista”, la replica: “Timbrava il cartellino per la moglie”

liquidazione-opera-roma-633x415Corista dell’Opera di Roma e rappresentante sindacale che denuncia di essere stato licenziato “per un’intervista alla stampa”. E subito dopo la smentita dell’Opera: “No, licenziato perché timbrava il cartellino alla moglie”.
Nella vicenda dei 182 membri del coro e dell’orchestra dell’Opera di Roma licenziati c’è anche una vicenda poco chiara. “Sono stato licenziato dall’Opera di Roma con la motivazione di provvedimenti disciplinari per dichiarazioni fatte alla stampa. E’ una chiara ritorsione antisindacale”.
E’ la denuncia di Pasquale Faillaci, artista del coro e rappresentante Rsa Cgil del teatro. Ma l’Opera dà un’altra versione: “Timbrava il cartellino al posto della moglie, truffava il Teatro“. Per questo motivo il corista sindacalista sarebbe stato licenziato in tronco dal lirico di Roma. Ma da questa accusa Faillaci si difende: “E’ una montatura fatta ad arte con testimonianze probabilmente di fantasia che smonteremo. E’ una ritorsione per la mia attività sindacale. Si parla di una timbratura che non doveva nemmeno esserci perché mia moglie non era stata convocata. E’ un teorema falso e infamante e ne pagheranno le conseguenze”, ha aggiunto.

Roma, 21 ottobre 2014
Fonte Blitzquotidiano
AL