Respinge l’attacco di uno squalo a pugni: “Mi importava solo che i miei figli arrivassero a riva”

image (2)Non è cosa da tutti i giorni essere attaccati da uno squalo, ma ancora meno è respingerlo usando i pugni e la propria tavola da surf. È successo a Kaleo Roberson, alle isole Hawaii, che sabato stava surfando con i suoi tre figli al largo dell’isola di Maui, approfittando delle onde lasciate dal passaggio dell’uragano Ana nel fine settimana.

Kaelo Roberson era in riva al mare con un figlio di 8 anni in braccio, accanto al gemello e un altro figlio di 6. Con loro un gruppo di circa 20 surfisti. Quando l’uomo ha visto arrivare uno squalo tigre lungo fra i 3,5 e i quattro metri, pronto a morderlo alla gamba. “Mi era così vicino e aveva l’enorme bocca aperta quando è salito in superficie. Era chiaramente in caccia e io ero proprio lì, ero praticamente nella sua bocca”, ha detto Roberson. A quel punto l’uomo è scivolato giù dalla tavola per metterla fra sé e lo squalo e ha iniziato a dargli pugni e calci.

“Solo allora ho capito che stavo lottando per la mia vita e avevo i mie bambini con me, quindi ho preso la tavola e ho iniziato a muoverla”, ha aggiunto. I bambini erano a poca distanza e Roberson ha detto che pensava solo a loro mentre agitava la tavola.

“Non mi interessava se mi mordeva, i miei figli, mio orgoglio e gioia, stavano raggiungendo la spiaggia quindi ero disposto a dare la mia gamba allo squalo se fosse stato necessario” per salvarli, ha affermato ancora l’uomo. Dopo l’attacco respinto, Roberson è tornato a riva insieme a un amico, che aveva aiutato i suoi figli a raggiungere la spiaggia. Nessuno è rimasto ferito nell’attacco, ma l’animale ha morso la tavola lasciando un segno largo 35 centimetri.

Wailuku (Hawaii, Usa), 21 ottobre 2014
Fonte Il Giorno
A.L.