L’avatar Sweetie fa condannare un pedofilo: primo caso di condanna grazie alla bambina virtuale anti pedofili

sweetie-pedophiles-tracerUn giudice australiano ha condannato ieri Scott Robert Hansen, un “sex offender” di Brisbane, sulla base delle prove raccolte durante l’operazione Sweetie, la bambina virtuale creata da Terre des Hommes Olanda per la lotta al turismo sessuale minorile tramite webcam. “Siamo lieti di questo grande risultato, anche perché il giudice ha ritenuto che il reato commesso fosse assimilabile a quello compiuto nei confronti di una bambina vera”, dichiara Raffaele Salinari, presidente della Federazione Internazionale Terre des Hommes. “Ciò dimostra la validità del nostro metodo, che stiamo presentando alle Forze dell’Ordine di varie nazioni. Agire proattivamente utilizzando tecnologie come quella usata con Sweetie può dare il colpo di grazia a un fenomeno che ci preoccupa particolarmente, come quello dello sfruttamento sessuale via webcam”.

Il pedofilo australiano era stato condannato nel 1997 per reati simili. In questo caso è stato ritenuto responsabile di reati quali l’invio di foto oscene a un minore (Sweetie), il possesso di immagini pedopornografiche e la violazione delle restrizioni a lui imposte dalla precedente condanna. Oltre a due anni di prigione, l’uomo dovrà seguire un programma speciale per il trattamento della pedofilia. Sembra tuttavia che, avendo già passato 8 mesi in prigione prima della condanna, la sua permanenza in carcere sarà di solo 1 anno.

Grazie alla simulazione di una bambina virtuale di 10 anni filippina, di nome Sweetie, accessibile nelle chat online, nel 2013 in meno di due mesi e mezzo i ricercatori di Terre des Hommes sono riusciti a identificare oltre mille adulti di 72 paesi pronti a pagare bambini nei paesi in via di sviluppo per prestazioni sessuali davanti alla webcam.

Roma, 22 ottobre 2014
TMNEWS
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