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massimo_ciancimino2Dunque finalmente l’identità del misterioso “signor Franco” è svelata. L’uomo, descritto da Massimo Ciancimino come il contatto di suo padre con i servizi deviati, in realtà è il proprietario di un bar di piazza Euclide a Roma. Anche questa ennesima patacca di quello che il dottore Ingroia definì “una icona dell’antimafia”, fondando una inchiesta sulle sue parole, diviene oggetto di un altro processo a Caltanissetta dove però Ciancimino jr. sarà l’unico imputato. Per calunnia. Reato del resto di cui è imputato anche a Palermo nel processo dove è teste d’accusa. E non un teste d’accusa qualsiasi ma “il principale teste d’accusa” come scrisse Marco Travaglio dopo che una sentenza, che aveva assolto il generale Mori, definiva menzognere le accuse del giovanotto al generale. “E che importa?” sostenne il condirettore del Fatto “il suo ruolo in quel processo era di teste marginale, mentre per la vicenda della trattativa il suo peso è decisivo”. Lo stesso dirà oggi, probabilmente. Solo Travaglio può sostenere che un pluri-imputato di calunnia possa essere l’architrave di una accusa. Repubblica è più prudente. “In effetti il personaggio è quel che è” argomenta Attilio Bolzoni “ma almeno, pur raccontando balle, ha fatto tornare la memoria a Martelli ed altri sulla trattativa fra Mori e Vito Ciancimino”. Ma non è vero neanche questo. Degli incontri fra il Ros e il mafioso, il procuratore Caselli sapeva dal 1993. Vito Ciancimino viene arrestato nel dicembre ’92. Dopo la cattura di Riina, Mori, con una certa faccia tosta, questo va detto, va da Caselli, appena insediato a Palermo e gli dice “Guardi, noi del Ros per la verità avevamo un rapporto con Vito Ciancimino per utilizzarlo da confidente. Ci eravamo dimenticati di dirlo al suo predecessore, che lo ha fatto arrestare. Ora se lei intende andare a fare colloqui investigativi in carcere col personaggio, se fosse così cortese da far venire anche me e il capitano De Donno le saremmo grati”. E Caselli accetta e ci sono i verbali dei colloqui investigativi. Non è Ciancimino jr. a far “scoprire” il contatto del Ros. Oppure lo smemorato non era solo Martelli.

Il Foglio – Massimo Bordin