Canada, assalto al Parlamento: l’attentatore ucciso era convertito all’Islam

ec99db0093c0eda9ff2974bb47f712ab-k8bG-U1040116011297MtE-640x320@LaStampa.itUn attacco al cuore dello Stato, di matrice jihadista. come mai accaduto nel Paese. Il giorno dopo il Canada s’interroga sull’assalto che ha portato alla morte di un soldato e di un attentatore. Ad essere presa di mira è stata la sede del Parlamento federale, ad Ottawa, al cui interno sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco. Mentre all’esterno, davanti al National War Memorial, è stato ammazzato il soldato di guardia Nathan Cirillo.

LUPO SOLITARIO O GRUPPO ORGANIZZATO?
Nessuno parla ancora ufficialmente di terrorismo islamista. Ma più passano le ore più si rafforza l’ipotesi che ad entrare in azione non sia stato un “lupo solitario”, come era sembrato all’inizio, ma forse un vero e proprio commando composto almeno da due-tre uomini. Uno di questi, quello che avrebbe sparato al militare ucciso, sarebbe a sua volta morto in seguito allo scontro con la polizia. Il suo nome era Michael Zehaf-Bibeau, cittadino canadese di 32 anni, figlio di Bulgasem Zehaf, un uomo d’affari del Quebec che sembra aver combattuto nel 2011 in Libia, e Susan Bibeau, vice presidente di una divisione dell’ “Immigration and Refugee Board” del Canada. I due sono divorziati dal 1999.

QUEI SEGNI DI INSTABILITA’ MENTALE
Cresciuto fra Ottawa e Montreal, con un lungo soggiorno in Libia, operaio e piccolo criminale (era stato denunciato per una rapina nel 2011 e si era dichiarato colpevole), Michael Zehaf-Bibeau si era convertito all’Islam. Negli ultimi tempi aveva dato segnali di instabilità mentale. In una intervista il suo amico Dave Bathurst ha raccontato che spesso parlava della presenza di “Shaytan” nel mondo, un termine arabo per indicare diavoli e demoni. Aveva manifestato l’intenzione di recarsi presto in Medio Oriente con l’intenzione di approfondire la religione islamica e studiare l’arabo. Aveva presentato domanda, ma i funzionari federali non avevano autorizzato il viaggio. Una misura presa per prevenire la possibile adesione di cittadini canadesi sospetti alle frange estremiste d’oltreoceano. Quella che dovrebbe essere una sua foto è stata postata sull’account Twitter “Islamic State”.

LA CACCIA ALL’UOMO
Secondo le prime ricostruzioni Zehaf-Bibeau, capelli lunghi e neri, era armato con un fucile da caccia, vestito in abiti civili e con una kefiah che gli copriva la parte inferiore del volto. Proprio come appare in quella che dovrebbe essere la sua immagine postata su Twitter. Era italo-canadese, invece, il soldato ucciso, Nathan Cirillo. E a diverse ore ormai dalle sparatorie per tutta Ottawa è ancora caccia all’uomo per scovare i possibili complici in fuga di Zahef-Bibeau. Il clima in città, soprattutto nell’area di Downtown, è surreale, con uomini della polizia e delle forze speciali che fermano ogni auto in uscita dal centro e controllano a tappeto ogni abitazione sospetta.

L’ASSALTO
All’interno dell’edificio principale del Parlamento si sono vissuti momenti di vero e proprio terrore, come mostrano le immagini diffuse sui media e sui social network, con parlamentari, impiegati e visitatori in fuga nella hall principale in cui si sentono echeggiare gli spari. Il tutto mentre l’aula era riunita e in una delle stanze era in corso una riunione di maggioranza. Zahef-Bibeau è stato quindi freddato da un ex poliziotto delle Giubbe Rosse e responsabile della sicurezza prima che potesse entrare nelle stanze in cui erano in corso i lavori del Parlamento. Il premier Harper, a capo del partito conservatore, e i leader degli altri due principali partiti canadesi (il democratico Thomas Mulclair e il liberale Justin Trudeau) sono stati immediatamente portati al sicuro.

LE MISURE DI SICUREZZA
Fonti della polizia hanno parlato anche di spari provenienti dal tetto dell’edificio, sul quale avrebbero potuto esserci alcuni componenti del commando. Ma nessuna di queste informazioni è stata confermata ufficialmente. In breve tempo, mentre la situazione attorno agli edifici del Parlamento appariva ancora poco chiara e caotica, è scattata la massima allerta a livello nazionale, ma anche in seno al Comando di Difesa Aerospaziale del Nord America (Norad): «Abbiamo preso tutte le misure adeguate per essere pronti a rispondere velocemente a qualsiasi emergenza», ha confermato il portavoce dell’organizzazione. E anche negli Stati Uniti l’Fbi ha alzato il livello di allerta, mentre il presidente Barack Obama, appena informato dei fatti, si è intrattenuto telefonicamente col premier canadese.

L’ESCALATION
Il Canada intanto si interroga su quella che appare come una vera e propria escalation terroristica legata alla decisione del governo canadese di partecipare alla campagna militare contro l’Isis in Iraq e in Siria. Poche ore prima l’attacco al Parlamento, un giovane canadese fanatico dell’Islam (Martin Couture-Rouleau) aveva ucciso un altro soldato canadese travolgendolo con l’auto. Dave Bathurst frequentava la stessa moschea di Hall Zehaf-Bibeau. I due erano amici. Oggi racconta: «Avemmo tre anni fa una conversazione: lui diceva di avere il diavolo dietro di lui. Penso che avesse problemi mentali». Vide l’attentatore per l’ultima volta tre settimane fa: voleva recarsi in Medio Oriente. Il suo intento dichiarato era quello di studiare l’Islam e l’arabo.

Ottawa (Canada), 23 ottobre 2014
Fonte La Stampa
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