Addio Marco, ucciso dalla malattia

lutto1Era entrato in polizia sedici anni fa, all’età di 21 anni, seguendo le orme del padre. «Un lavoro che gli piaceva, amava soprattutto i ruoli operativi che gli permettevano di stare in mezzo agli altri», è il ricordo dei colleghi di Marco Signore, poliziotto, morto all’età di 37 anni. L’agente si è spento pochi giorni fa, dopo una malattia che lo aveva colpito, all’improvviso, lo scorso marzo. I colleghi, i parenti e gli amici gli hanno dato l’ultimo saluto martedì e domani le sue ceneri saranno portate al cimitero di viale San Giovannino, come aveva chiesto.

Marco Signore abitava a Pavia, in una traversa di viale Cremona, in un appartamento vicino a quello dei genitori, ora distrutti da dolore. Figlio unico e fidanzato, lavorava in questura a Pavia dal 2004, mentre fino a quel momento aveva prestato servizio nella polizia stradale di Luino. A Pavia, l’agente era stato, per quasi tutto il periodo di permanenza, di servizio nella volante. «Lavoro che faceva con grande passione – raccontano i suoi colleghi della questura e della polizia giudiziaria –. Ha fatto tantissimi anni sulle macchine e non si tirava mai indietro. Ma era soprattutto un amico, prima che un collega. Un ragazzo che si faceva voler bene da tutti e che infatti aveva tantissimi amici, sparsi ovunque. Purtroppo la malattia non gli ha lasciato scampo».

Marco Signore ha lottato fino all’ultimo per vivere, ma alla fine ha dovuto arrendersi. A celebrare i suoi funerali, nella chiesa del quartiere dove abitava con i genitori, c’erano tre sacerdoti, che hanno ricordato la sua «generosità e la capacità, per il suo carattere aperto e sincero, di stringere amicizia con tutti, di pensare più agli altri che a se stesso». (m. fio.)

PAVIA.

La Provincia Pavese

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