Droga, sequestrati 170 chili di cocaina

carabinieri 4Il sequestro di circa 170 chili di cocaina, l’arresto in flagranza di reato di tre trafficanti, la cattura di due latitanti in Colombia e Italia, l’identificazione e il deferimento all’autorità giudiziaria di 12 persone implicate nel traffico di droga, l’emissione di 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere: questo è il bilancio dell’operazione “Scacco Matto 2010” dei carabinieri del comando provinciale di Genova terminata oggi e iniziata nel 2010. Era Tommaso Iacomino, italiano, già latitante in Sudamerica e arrestato nel febbraio 2013, l’uomo che avrebbe garantito ai trafficanti internazionali di droga.

Iacomino è considerato dagli investigatori un importante intermediario tra i narcotrafficanti sudamericani e diverse organizzazioni europee. È stato raggiunto dalla nuova ordinanza di custodia cautelare nel carcere di Bogotà, dove era detenuto in seguito ad altre inchieste. Insieme a Iacomino sono stati colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere altre otto persone, sette italiani e una bulgara quarantaseienne. Sono stati tutti arrestati, tranne la donna, che è ricercata.

Il sequestro di 165 chili di cocaina e l’arresto in flagranza di tre trafficanti, sorpresi con il carico stivato nel portabagagli di un’autovettura, nel parcheggio della Marina dell’aeroporto di Genova Sestri Ponente, fu eseguito il 3 marzo 2012 ma la notizia è stata resa pubblica solo ora. Uno dei tre arrestati in flagranza era Emanuele Macchi di Cellere (Viterbo), ex militante di Terza posizione, organizzazione terroristica di estrema destra. Le indagini erano iniziate due ani prima, quando gli investigatori ricevettero la segnalazione che un trafficante di droga stava cercando un contatto nel porto di Genova in grado di agevolare la movimentazione di ingenti quantitativi di stupefacenti provenienti da oltre Atlantico.

Dopo sopralluoghi eseguiti a Genova, La Spezia, Firenze, Roma e Cagliari, i carabinieri avevano ricostruito il quadro seguente: l’organizzazione criminale, composta prevalentemente da italiani e attiva soprattutto nella Provincia di Roma, stava pianificando la localizzazione di un porto che potesse costituire una sicura testa di ponte per la droga proveniente dal Sud America e destinata al mercato italiano. I 165 chili di cocaina sequestrati nel 2012 non erano che un primo quantitativo. Se l’operazione fosse riuscita il porto genovese sarebbe stato la destinazione di un ingente e continuo traffico di droga.

Genova, 24 ottobre 2014
Fonte Repubblica
AL