Muore a 37 anni, imprenditore e grande tifoso del Livorno

rosaLIVORNO. C’è chi lo ricorda alla guida del furgone della ditta di famiglia, la Leopoldo Grassi, specializzata nel settore alimentare (soprattutto formaggi) mentre col carico di pecorino, ricotta e parmigiano girava per il mercato e per la città, a fare consegne. C’è chi non dimentica il suo sorriso, quando portava fuori i suoi bimbi, il maschietto di 2 anni e la femminuccia di 10.
Tuttavia, la stragrande maggioranza dei suoi amici ha marchiata sul cuore la sua immagine in Curva nord, a gridare a squarciagola il suo amore per il Livorno. Marco Grassi s’è spento ieri nel reparto delle Cure palliative, dopo una lunga malattia. Aveva 37 anni. Se n’è andato un grandissimo tifoso amaranto, una persona socievole e ben voluta sul lavoro, un padre e un marito affettuoso, come lo descrive chi lo conosceva bene.
Grassi s’è ammalato due anni fa: ha lottato a lungo contro la malattia. E durante le cure, finché ha potuto, non ha mai rinunciato al lavoro e a coltivare le sue passioni. Ma un anno e mezzo fa la sua situazione s’è aggravata: mesi di alti e bassi finché ieri il suo cuore ha smesso di battere.
Il 37enne abitava in via della Fontanella tra Collinaia e l’Apparizione, insieme alla moglie, Gaia Gigoni, che appartiene alla nota famiglia che gestisce l’omonima ditta di arredamento aziendale, e ai suoi due splendidi bimbi.
Chi lo conosce lo descrive come una persona buona e solare. Il suo lavoro lo portava a girare tutta la città per fare le consegne. E i suoi clienti erano lieti di incontrarlo per scambiare due chiacchiere e, perché no, opinioni e commenti sull’ultima partita del suo Livorno. Marco era abbonato alla squadra amaranto, una passione calcistica che aveva ereditato dal padre Florindo (contitolare della Grassi Leopoldo sas). Il babbo era molto vicino al Livorno, soprattutto ai tempi della gestione Achilli.
Il giovane lascia nel dolore anche la mamma Maila.
Commosso il ricordo degli amici dello stadio: «Ciao Marco, non dimenticheremo né te né il tuo sorriso. Come quella sera sugli spalti di Empoli ci abbracciammo al gol di Duncan, che ci dette la certezza dell’ultima promozione …».
«Era una persona meravigliosa – sottolinea un parente, Carlo Pannocchia – che lascia un grande vuoto. Adorava il Livorno calcio e andare allo stadio con lui era una gioia». Marco amava portare anche i suoi figli al Picchi, per seguire la sua squadra del cuore.
Il funerale di Grassi sarà celebrato sabato 25 ottobre alle 11 presso la parrocchia della Rosa.

Il Tirreno

LCSO