Quarantenne molesta una quattordicenne

violenzaLui, 41 anni. Lei, appena 14. Sono i protagonisti di una storia di molestie telefoniche che ieri ha avuto il suo epilogo in tribunale. Il quarantenne, accusato di aver insistentemente provato a far colpo sulla ragazzina, è stato condannato a trecento euro di ammenda, duecento dei quali a titolo di risarcimento della vittima.

In fin dei conti gli è andata bene, dato che l’imputato è finito a processo per stalking perché si era opposto a un decreto penale di condanna pari a 7 mila 500 euro (la conversione in denaro di una condanna a trenta giorni di arresto). Tutto ha avuto inizio quasi per caso, la ragazzina non aveva dato troppo peso a quella persona che si era messa in contatto con lei tramite telefono cellulare. «Ho trovato il tuo numero di cellulare scritto sui muri della stazione delle corriere», le ha detto. Poi il quarantunenne ha aggiunto: «Ti vuoi fidanzare con me?».

Parole cui la ragazzina non aveva saputo controbattere e che l’avevano turbata non poco. L’uomo d’un tratto è andato oltre. In una delle tante telefonate rivolte alla ragazzina, lui sarebbe arrivato a dirle: «Vuoi venire a casa mia? Sono solo». Un chiaro invito a sfondo sessuale che le ha messo paura.

La tredicenne a quel punto ha deciso di raccontare tutto ai genitori che in men che non si dica hanno fatto scattare la denuncia per molestie. La querela è giunta immediatamente alla procura di Treviso, che ha fatto partire le indagini. L’uomo con decreto penale di condanna, avrebbe dovuto scontare 30 giorni di arresto, convertiti in 7 mila 500 euro di multa. Insieme al suo avvocato ha deciso di affrontare il dibattimento per dimostrare la sua innocenza.

Il pubblico ministero, alla luce di quanto emerso nel corso del dibattimento, aveva chiesto la sua assoluzione, ma, seppur lieve, è arrivata lo stesso la condanna da parte del giudice: trecento euro di multa.

Fabiana Pesci – Tribuna di Treviso

lc