Clinica degli orrori. Brega Massone, ‘no a fiction su di me’

brega massone clinica orroriL’ex primario di chirurgia toracica della Santa Rita di Milano fa ricorso al Tribunale civile di Roma contro un film sulla sua vicenda

L’ex primario di chirurgia toracica della clinica Santa Rita di Milano, Pier Paolo Brega Massone, condannato a 15 anni e mezzo per truffa e lesioni e all’ergastolo per quattro omicidi volontari di altrettanti anziani pazienti, si oppone «alla messa in onda di una docu-fiction» sulla sua vicenda giudiziaria. E, tramite i suoi legali, ha presentato un ricorso al Tribunale civile di Roma per chiedere un provvedimento d’urgenza per bloccare la trasmissione che, secondo quanto riferito dalla difesa, «è in programmazione da parte di Rai Tre». Lo riporta «La Provincia Pavese».

Processi

L’udienza per discutere il ricorso presentato dai difensori dell’ex primario, gli avvocati Luigi Fornari e Vincenzo Vitale, è stata fissata per lunedì . L’avvocato Fornari ha chiarito che «a quanto ci risulta Rai Tre, che ci ha contatto nei mesi scorsi, intende mettere in onda prossimamente una docu-fiction sul nostro assistito e noi abbiamo pensato di muoverci per bloccarla, perché, in primo luogo, le responsabilità penali del nostro assistito non sono state ancora accertate con sentenze definitive». Il processo sui presunti omicidi, infatti, è in fase di appello e la prima udienza non è ancora stata fissata. Per quello con al centro le accuse di truffa e di un’ottantina di casi di lesioni nella cosiddetta «clinica degli orrori», invece, c’è un’udienza fissata in Cassazione per il 28 novembre.

Intervista

Secondo l’avvocato Fornari, una docu-fiction mandata in onda con «processi ancora da celebrare e soprattutto con uno nel quale ci sono anche giudici popolari, può avere un’influenza negativa nei confronti del nostro assistito, creando un’immagine pregiudizievole». Per il legale, tra l’altro, già in questi anni si è «creata una demonizzazione» attorno alla figura di Brega. Il legale ha spiegato anche che «Rai Tre ha chiesto il consenso per poter intervistare Brega Massone e mandare l’intervista alla fine della docu-fiction». L’ex primario, ha aggiunto il legale, «ha detto di sì, ma poi il carcere di Opera ha negato il permesso». In ogni caso, ha concluso il difensore, «un’intervista piazzata alla fine della trasmissione non sarebbe stata sufficiente per noi».

Corriere.it

lc