Primario preso a schiaffi dal paziente

ospedale5Ancora un volta si solleva il problema della sicurezza dei medici in balia dell’esasperazione e dei nervosismi degli utenti. Ieri mattina intorno alle 11 un uomo si è recato nel reparto guidato dal dottor Lupo per chiedere di potersi sottoporre ad una risonanza magnetica per un forte mal di testa. Il medico però avrebbe risposto che la procedura corretta era quella di rivolgersi prima al pronto soccorso, che avrebbe poi fatto richiesta al reparto di una eventuale tac.

Secondo i protocolli scientifici infatti, in caso di urgenza per una cefalea, che possa dipendere da ipertensione endocranica, si esegue la tac e non la risonanza. La risposta però del primario, non ha soddisfatto il paziente, che ha insistito ad aver una risonanza. Quando però il dottor Lupo ha spiegato che l’esame poteva eseguirlo dietro pagamento, l’uomo è andato su tutte le furie e ha preso a schiaffi il medico, costringendolo a rivolgersi poi al pronto soccorso.

A monte di questi episodi aggressivi verso i medici, non c’è solo un’eventuale inefficienza del sistema sanitario non sempre in grado di dare risposte tempestive, ma c’è anche e soprattutto una disinformazione su come effettivamente funzionano i servizi. La normativa non prevede che un cittadino possa entrare direttamente in un reparto per chiedere una prestazione, occorre che siano i medici del pronto soccorso a stabilire se l’utente deve ricorrere alle cure ospedaliere oppure no.

Il pronto soccorso è il servizio di emergenza – urgenza dove i cittadini devono accedere in casi urgenti, anche per esempio chi sta per partorire deve accedere al pronto soccorso. prima di andare in ostetricia ginecologia. Inoltre il fatto che una prestazione pagamento venga eseguita in tempi rapidi, e invece in tempi lunghi se fatta gratuitamente in ospedale, non significa necessariamente che ci sia un “imbroglio” verso il cittadino.

Ci sono infatti due modalità diverse per avere la prestazione medica: tramite servizi dell’Asl gratuiti, e tramite prenotazione privata in intramoenia. La prima avviene dietro prenotazione cup, per cui chi è esente non paga, chi non lo è pagherà solo il ticket, spesso le liste di attesa sono lunghe, anche se a volte si aspetta tanto, perché molti prenotano nello stesso ambulatorio, rifiutando altre alternative, perché più distanti da casa o perché non si conosce il medico, ecc…

Quello che l’Asl non ha mai spiegato all’utenza, è che l’azienda sanitaria deve garantire la prestazione, ma non deve farlo sotto casa del paziente, con il medico da lui scelto, nell’ora e nel giorno a lui comodo. Questi servizi si pagano in intra moenia, che è un’altro tipo di prenotazione, in questo caso il cittadino può pretendere perché paga, di scegliere luogo, medico, ora e giorno ed è normale che non aspetterà molto, perché il medico effettua la prestazione sanitaria fuori dall’orario di lavoro e quel tempo libero del professionista viene pagato. Se invece il cittadino non vuole pagare, deve rivolgersi al professionista durante le ore lavorative, il problema è che durante l’orario di lavoro, l’attività è tanta e quindi l’attesa è più lunga.

Dietro poi la reazione violenta di alcuni pazienti, c’è anche un altro problema che è quella della vigilanza insufficiente. L’uomo che ha preso a schiaffi il primario di neuroradiologia, non è stato identificato, perché ha immediatamente lasciato l’ospedale, né c’era qualcuno a fermarlo. Il problema della vigilanza e della sicurezza negli ospedali, è purtroppo un problema molto sentito tra gli operatori socio sanitari, che spesso lavorano in corsia senza avere un filtro di chi entra.
A peggiorare la situazione, le difficoltà in cui si trovano a lavorare i vigilantes costretti dalla ditta appaltatrice, a lavorare poche ore in part time, quando i contratti dovrebbero essere a tempo pieno. Per questo e per i mancati stipendi, il personale sciopererà il 3 novembre prossimo, ma intanto negli ospedali restano ampie fasce orarie in cui chiunque può entrare e uscire dall’ospedale senza alcun controllo.

Lecce, 26 Ottobre

sanitasalento.net

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