“Ridatemi il villino, vi offro due case”

forestale sequestri ville«Se liberate il villino vi offro due appartamenti a Ozzano». La proposta arriva direttamente da Gianluca Muratori, titolare di Unifica Holding Spa e, di conseguenza, proprietario della palazzina di viale Aldini occupata, venerdì mattina, da una trentina di attivisti del collettivo Làbas. L’imprenditore, che ha sporto denuncia contro gli occupanti, pur constatando «la gravità di questi gesti di forza e di violenza nei confronti delle cose e della proprietà privata» prende atto «del dramma di questa gente e, benché condanniamo il metodo – spiega –, siamo pronti a dare loro una mano come cittadini, e come società Unifica vogliamo fare la nostra parte e propongo loro, di identificarsi, di uscire immediatamente e spontaneamente da quel fabbricato per non peggiorare la loro situazione e di entrare con regolarità in comodato gratuito nei due appartamenti liberi che deteniamo a Ozzano, finché le istituzioni, il Comune, le autorità, o chi ne ha il compito, e non semplici privati come me, trovino la soluzione a questi drammi».

Una proposta che ha colto un po’ di sorpresa gli occupanti, che non sembrano però avere intenzione di accettare ‘a scatola chiusa’ l’offerta di Unifica. «Noi siamo pronti a parlare con tutti – dicono i ragazzi di Làbas –, ma non con una denuncia di mezzo. Prima ritiri la querela contro di noi, poi ci spieghi quali intenzioni ha su questo immobile, vuoto da almeno tre anni. Non è con un contentino che si risolve il problema abitativo. Anche perché Unifica porta avanti le politiche di speculazione edilizia contro le quali ci battiamo. Inaccettabile, poi, chiederci di abbandonare subito lo stabile: e gli inquilini, finché le case a Ozzano non sono pronte, dove li mettiamo?». Il collettivo, infine, rivendica, come unica risposta all’emergenza abitativa, la strategia delle occupazioni: «Se non avessimo occupato, nessuno si sarebbe accorto del disagio delle persone che ora vivono in questa palazzina, nessuno ci avrebbe offerto un tetto». La partita, quindi, è ancora aperta. E, nel caso non si arrivi a un accordo ‘pacifico’, la strada è quella consueta dello sgombero. Che può arrivare attraverso un’ordinanza del sindaco o per via urgente dalla Procura, qualora vengano accertati problemi di sicurezza nello stabile. Sempre, comunque, passando poi per il Comitato di ordine pubblico, che è tenuto a stabilirne modalità e tempistiche.

Intanto, in viale Aldini, i nuovi ‘vicini di casa’ non sono visti di buon occhio. «Ci vogliono più educazione e rispetto. Perché non vanno a lavorare invece di occupare case degli altri?», è il commento di Carlo, pensionato residente in zona. «Questo quartiere è a rischio – aggiungono Maria Luisa Lizzi e Ileana Sermasi –, dopo che è stato concesso ai romeni di vivere a San Michele e il sindaco ha fatto stabilire i profughi a Villa Aldini… Ora c’è il capitolo occupazioni: gente che si lamenta del prezzo dei libri e porta maglie da 100 euro». «Vedendo altre situazioni – dice Mattia Roma – la paura è che anche questa zona, a lungo andare possa fare la stessa fine». Tra le «altre situazioni» ci sono anche gli appartamenti al 122 di via San Vitale occupati da Idra la scorsa settimana. Ma qui, i toni, sono diversi. «Il giorno che i ragazzi sono arrivati ci hanno dato un depliant – dice il barbiere Paolo Cattani –. Non danno fastidio a nessuno». Un pensiero condiviso anche dall’edicolante Luca Mattei e dalla parrucchiera Serena Corvaglia: «Gli occupanti? Sembrano gente tranquilla».
di Nicoletta Tempera

Bologna, 26 ottobre 2014

Il Giorno

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